Buoni pasto per i titolari di P.IVA: convengono davvero?

Buoni pasto per i titolari di P.IVA: convengono davvero?

Per un’impresa abbattere i costi del personale con i buoni pasto è facile e dimostrato dalle tante testimonianze che si trovano in rete. E invece per i titolari di P.IVA, i liberi professionisti o per le ditte individuali?

Nelle prossime righe ti forniremo una guida completa sui buoni pasto per le P.IVA e analizzeremo i vantaggi e le normative vigenti in merito alla tassazione dei buoni. Vedremo dunque se i ticket restaurant aiutano realmente i liberi professionisti a risparmiare e abbattere i costi.

Se già invece sei convinto e vorresti un preventivo gratuito visita il nostro sito per i migliori fornitori di buoni pasto.

Cosa sono i buoni pasto

I ticket restaurant sono un mezzo di pagamento con cui si possono acquistare solo generi alimentari. In poche parole sono un voucher dal valore predefinito che svolgono la funzione di servizio sostitutivo alla mensa.

Al giorno d’oggi esistono due versioni:

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Perché i buoni pasto sono convenienti per le P.IVA e le ditte individuali

Solitamente sono i datori di lavoro che offrono i buoni pasto ai propri dipendenti come integrazione al reddito base considerandoli come fringe benefit.

Ma i ticket restaurant possono anche essere acquistati dai proprietari di P.IVA, dai liberi professionisti e titolari di ditte individuali. Allo stesso modo questi voucher saranno utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di pasti pronti e generi alimentari e saranno comunque ritenuti fringe benefit. In tale modo si può accedere agli sgravi fiscali tipici di questi benefit.

Il risparmio è quindi assicurato anche per i liberi professionisti che inoltre potranno, a seconda delle disponibilità del fornitore scelto, personalizzare sia il numero dei buoni erogati sia il loro valore.

Vantaggi dei buoni pasto per le P.IVA e le ditte individuali

Oltre ai vantaggi pecuniari per le P.IVA e le ditte individuali esistono tanti altri motivi per cui scegliere i buoni pasto. Stiliamo una lista dei principali vantaggi:

  • Facilità di utilizzo.
  • Risparmio nei tempi di gestione: niente più fatture da registrare.
  • Risparmio nei costi di gestione: riduzione delle tasse.
  • Versatilità di utilizzo nei vari esercenti convenzionati.

Da notare che quando si parla di ticket restaurant e P.IVA bisogna stare prestare attenzione al regime. Infatti le normative in merito sono chiare e non prevedono gli stessi benefici per tutti. Andiamole a vedere nel dettaglio.

Buoni pasto per le P.IVA in regime forfettario

I liberi professionisti in regime forfettario purtroppo non possono beneficiare dei buoni pasto. Infatti le persone con questo regime non scaricano i costi aziendali. Seguendo la normativa, i costi vengono scaricati seguendo un coefficiente di redditività (che è collegato al codice Ateco) assegnato in principio al libero professionista.

Buoni pasto per le P.IVA in regime ordinario

Per chi invece è in un regime ordinario esiste la possibilità di scaricare i costi aziendali sostenuti. Per tale ragione avrà anche la possibilità di usufruire dei buoni pasto e detrarre le spese secondo la normativa vigente.

Tutto quello che c’è da sapere sulla detrazione fiscale dei buoni pasto per le P.IVA

Quando parliamo di normativa in materia di servizi sostitutivi di mensa, tra cui rientrano i ticket restaurant, ci riferiamo principalmente all’articolo 51 del TUIR, dalla risoluzione numero 26 E del 2010 e dal Decreto Legislativo 314/1997. Inoltre grazie al decreto n°122/2017 del MISE si è esteso l’acquisto dei buoni anche a tutti quei soggetti che non sono lavoratori dipendenti ma che si possono classificare come “collaboratori”.

Per questa categoria, che comprende i titolari di P.IVA a regime ordinario, i liberi professionisti e i titolari di ditte individuali, ci sono dei tetti di esenzione e degli sgravi fiscali diversi da quelli che esistono per le aziende. Vediamoli nel dettaglio.

Limiti di esenzione e sgravi fiscali:

  • Limite di 4 euro a voucher per quelli cartacei
  • Limite di 8 euro a voucher per quelli elettronici.
  • Iva detraibile al 10%.
  • Per i liberi professionisti fino ad un massimo del 2% del fatturato annuale, c’è la possibilità di dedurre il 75% dei costi.
  • Per le imprese individuali deduzione al 75% sulla somministrazione di generi alimentari.

Quale fornitore di buoni pasto scegliere se sei il titolare di una P.IVA?

  • Ticket Restaurant Edenred: il buono pasto accettato in oltre 150.000 locali convenzionati che ti permette di acquistare pasti completi e alimentari.
  • Day Buoni Pasto: il buono pasto accettato in oltre 110.000 esercenti convenzionati, facilmente ordinabili e gestibili da un comodo portale online dedicato ai clienti.
  • Yes Ticket: il buono pasto disponibile sia in versione cartacea che elettronica con i sistemi di antifurto più all’avanguardia.

Per ordinare i buoni pasto segui la nostra guida: “Come ordinare i buoni pasto” o contattaci per i preventivi sui buoni pasto.

Pausa pranzo: 2 soluzioni per far risparmiare la tua azienda

Pausa pranzo: 2 soluzioni per far risparmiare la tua azienda

La pausa pranzo è un momento molto importante della giornata lavorativa. Permette sia ai dipendenti, sia ai dirigenti, sia ai lavoratori indipendenti di riposare, staccare e affrontare la seconda parte del giorno con nuova energia e nuove idee.

Ma per i titolari e per i datori di lavoro di piccole e medie imprese si presenta un dilemma riguardante la pausa pranzo: come riuscire con budget ristretti a soddisfare le esigenze alimentari dei propri dipendenti?

Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo come risparmiare sulla pausa pranzo dei tuoi dipendenti e allo stesso tempo accontentare tutte le loro richieste e necessità migliorando il loro work-life balance e quindi la loro produttività.

Perché un datore di lavoro dovrebbe prestare attenzione alla pausa pranzo dei dipendenti?

L’alimentazione è fondamentale per il benessere sia fisico che mentale. Mangiare velocemente e pasti non sani però non ha effetti negativi solo sulla salute del lavoratore ma anche sulla sua motivazione e sulla sua produttività.

Tenendo abitudini alimentari scorrette si incorre in rischi non indifferenti. Ad esempio la riduzione dell’attenzione, una maggiore propensione agli errori e una minore disposizione al compromesso con i colleghi. In generale, una buona pausa pranzo può migliorare decisamente le performance dei dipendenti.

Per questo motivo i datori di lavoro, e tutte le figure responsabili del personale all’interno di un’azienda, dovrebbero prestare massima attenzione ad appagare se stessi e i propri lavoratori per quanto riguarda la pausa pranzo, gli snack e in generale l’alimentazione.

Ovviamente, come accennavamo, i dirigenti devono considerare anche il budget. Per conciliare queste necessità ci sono alcune soluzioni defiscalizzate tra cui è possibile scegliere e che è bene conoscere.

Continua a leggere per 2 alternative sane per la pausa pranzo che ti faranno risparmiare e scrivici a toppartners.it per i preventivi gratuiti.

Una pausa pranzo all’insegna del risparmio e del cibo sano con il distributore automatico Foorban

Foorban Fridge è un innovativo distributore automatico di pasti pronti e snack sani ma allo stesso tempo gustosi e convenienti.

L’offerta comprende l’installazione di un frigo in ufficio a cui tutti i lavoratori avranno accesso tramite un QR code. All’interno del frigo ogni settimana si trovano pasti completi diversi formulati e preparati da chef nutrizionisti.

Questa opzione riesce a soddisfare anche i palati più esigenti e tutti i tipi di diete. Per questo motivo può essere anche un’ottima soluzione da offrire ad eventuali clienti che si trovano in ufficio durante il momento del pranzo.

Foorban è caratterizzato da:

  • Qualità: tutti i piatti di Foorban sono cucinati con ingredienti di qualità e rispettando i principi di una sana alimentazione. I piatti unici che si possono acquistare quindi sono sempre pensati secondo stagionalità, freschezza e gustosità.
  • Sostenibilità: Foorban inoltre si impegna per rendere sostenibili tutti i suoi piatti. Infatti il packaging è totalmente riciclabile o addirittura compostabile. In più, per contrastare lo spreco di alimenti, Foorban ha stretto collaborazioni importanti con Too Good To Go e dona le rimanenze al Banco Alimentare. Scegliere Foorban significa anche migliorare sensibilmente l’immagine aziendale e ridurre l’impatto ambientale dell’azienda.

I buoni pasto per una pausa pranzo defiscalizzata

Quando l’azienda non è tenuta ad avere una mensa interna, una delle opzioni che si presenta ai datori di lavoro è l’erogazione di buoni pasto. Questi sono dei voucher che permettono ai lavoratori di comprare pasti veloci o generi alimentari in supermercati, bar, ristoranti ed altri esercenti convenzionati.

Erogare buoni pasto per un’azienda significa prima di tutto un alto tasso di soddisfazione dei lavoratori. I buoni pasto infatti sono tra i benefit più richiesti e più apprezzati proprio per la loro flessibilità. Secondariamente non bisogna sottovalutare l’aspetto economico. Questi voucher sono infatti soggetti ad una tassazione di favore non essendo considerati come reddito da lavoro dipendente ma solo un’integrazione ad esso.

Di seguito i limiti e le regole sulla defiscalizzazione dei buoni pasto per aziende e possessori di Partita IVA:

Per le imprese:

  • Totalmente deducibili
  • Iva a 4%

Per i liberi professionisti:

  • Iva al 10% e detraibile
  • Fino ad un massimale del 2% del fatturato, si ha la possibilità di scaricare fino al 75% delle spese.

Per saperne di più sulla tassazione dei buoni pasto leggi “Come risparmiare con i buoni pasto”.

Ma tra i tantissimi fornitori di buoni pasto trovare quello che fa al caso della propria impresa potrebbe essere una sfida. Ti forniamo di seguito tre dei migliori distributori di buoni pasto sul mercato.

Pausa pranzo con i Day Buoni Pasto

La prima soluzione sono i Day Buoni Pasto. Erogati da Up Day, questi voucher sono tra i più diffusi grazie alla loro alta spendibilità: sono infatti accettati in oltre 110.000 esercenti sparsi per tutto il territorio italiano.

Pausa pranzo con i Ticket Restaurant Edenred

Un’altra valida soluzione potrebbe essere quella di scegliere il leader di mercato Edenred che propone i famosi Ticket Restaurant. Questi sono spendibili in oltre 150.000 esercenti e godono di grande fama per essere tra i più affidabili.

Pausa pranzo con gli Yes Ticket

In ultima istanza presentiamo i buoni pasto del fornitore Yes Ticket. Nonostante sia una compagnia più recente, si sono guadagnati la loro fetta di mercato velocemente grazie alle moderne tecniche di antifalsificazione che implementano.

Pausa pranzo in azienda: buoni pasto o distributori?

Pausa pranzo in azienda: buoni pasto o distributori?

Che tu sia il titolare di un’impresa, un libero professionista o un dipendente sai benissimo quanto è importante la pausa pranzo per ricaricare le energie.

Ma hai mai pensato a quali sono le opzioni per sfruttarla al meglio?

Continua a leggere per 2 sane e gustose alternative

La pausa pranzo un momento di relax

I dottori concordano su quanto sia importante avere tempo per fare una pausa pranzo rilassante e soddisfacente in ufficio. Ciò permetterebbe ai lavoratori, compresi i titolari, di riposarsi dopo la prima parte della giornata e di affrontare meglio la seconda parte.

Di frequente però gli impegni lavorativi, le call che durano più del previsto e la fretta di finire le mansioni della mattina non permettono una pausa pranzo ottimale.

Organizzandosi bene e con i giusti tool tuttavia si può migliorare sensibilmente la pausa pranzo di tutto l’ufficio.

Pausa pranzo regolamentazione

Grazie al dgls n. 66/2003 la pausa pranzo è un diritto sancito dalla legge ed è prevista quando l’orario di lavoro eccede le 6 ore continuative. Secondo la normativa vigente, la durata minima per la pausa è 10 minuti ed è definita in molti casi dal CCNL di riferimento dei dipendenti. Quando tale indicazione non è presente sul contratto invece è il datore di lavoro che stabilisce durata e orario. Per gli operai di solito si tratta di mezz’ora mentre per gli impiegati mediamente viene prevista un’ora di pausa tra le 13:00 e le 14:00.

Pausa pranzo e alimentazione sana

Per molti avere solo un’ora o addirittura solo mezz’ora a disposizione significa dover mangiare fuori e velocemente tutti i giorni. Per questo motivo spesso i lavoratori ricadono su scelte poco salutari e pasti pronti di scarsa qualità.

Tale pratica può, a lungo andare, danneggiare la salute delle persone che ne risentiranno non solo nella propria vita privata ma anche quella lavorativa sarà intaccata. I lavoratori devono quindi stare attenti ai pasti consumati in ufficio e i datori di lavoro devono essere in grado di fornire le opzioni migliori per far sì che i propri dipendenti siano sempre produttivi e al massimo delle loro forze.

Un consiglio per i lavoratori e sicuramente quello di prediligere cibi naturali (frutta, verdura, legumi ecc) e di variare spesso la propria dieta. In questo modo si eviteranno tutti quei cibi che rendono letargici e appesantiscono corpo e mente. Inoltre sarebbe importante non mangiare alla scrivania davanti al pc. Allontanarsi dalla postazione infatti aiuta a rilassarsi e fare una pausa pranzo più sana.

Perché fare una pausa pranzo sana

Avere accesso e scegliere una pausa pranzo sana e gustosa ha tanti vantaggi sia per il dipendente stesso che per l’azienda per cui lavora. Vediamone alcuni:

  1. Incremento della concentrazione;
  2. Riduzione dello stress;
  3. Miglioramento dell’umore;
  4. Aumento della produttività;
  5. Maggiore capacità di lavorare in gruppo;
  6. Relazioni più positive con i colleghi;
  7. Maggiore inclinazione alla risoluzione dei problemi.

Le 2 opzioni per una pausa pranzo sana e conveniente

Anche i datori di lavoro possono fare la loro parte per migliorare non solo la qualità della pausa pranzo dei dipendenti ma anche la loro. Nei prossimi paragrafi proporremo due alternative sane e gustose per una pausa pranzo in ufficio che migliori la produttività generale e contenga i costi.

Foorban: il distributore automatico per una pausa pranzo gustosissima

Foorban è la soluzione quando si vuole coniugare praticità e gusto in pausa pranzo. Questa azienda infatti nasce con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti pasti sani ma pronti.

Avere un Foorban Fridge in ufficio vuol dire dotare la sala relax di un frigo smart (che occupa circa un metro quadrato) da cui si possono acquistare tramite un QR code o un’app pasti pronti. La caratteristica unica di questa offerta è la ricerca e la qualità con cui vengono creati e cucinati i piatti. Infatti con l’aiuto di uno chef nutrizionista, Foorban propone solo cibi di stagione, vari e soprattutto sempre completi.

Un datore di lavoro che sceglie Foorban sceglie uno stile di vita sano per sé e per i propri dipendenti. Inoltre migliorerà notevolmente la propria immagine aziendale rendendosi più appealing per nuovi collaboratori di talento.

Buoni pasto: i tickets per una pausa pranzo conveniente

Un’altra opzione che si presenta ai datori di lavoro è quella di erogare ai propri dipendenti i buoni pasto. Questi sono dei ticket che si sostituiscono al servizio di mensa e che sono estremamente convenienti per le aziende che li erogano grazie agli sgravi fiscali previsti per i buoni pasto. Inoltre in questo modo i dipendenti potranno scegliere una serie di locali convenzionati che propongono anche pasti salutari senza avere il problema del costo troppo alto.

A seconda delle esigenze dei dipendenti ci sono molti fornitori tra cui le aziende possono scegliere. 3 tra i più affidabili e diffusi sono:

  1. Day Buoni Pasto del fornitore Up Day.
  2. Buoni Pasto Yes Ticket del fornitore Yes!Ticket
  3. Tickets Restaurant Edenred del fornitore Edenred.

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Oggi i buoni pasto sono disponibili in due versioni: buoni pasto cartacei e buoni pasto elettronici. I vantaggi sono innumerevoli a prescindere dalla versione scelta infatti per i titolari erogarli significa risparmiare il 45% sul costo del personale.

Continua a leggere per scoprire i vantaggi fiscali dei buoni pasto elettronici e la nuova normativa sul pos unico.

I Buoni Pasto elettronici sono meglio dei cartacei?

I buoni pasto sono sinonimo di comodità per i lavoratori full time che non hanno accesso ad una mensa interna sul posto di lavoro. Con questi ticket è possibile avere accesso ad una moltitudine di prodotti come pasti pronti, delivery o generi alimentari nei supermercati.

I buoni pasto sono infatti uno dei benefit più graditi dai dipendenti e sempre più le aziende li erogano come forma di integrazione al reddito.

I buoni pasto sono disponibili in due modalità:

  1. Versione cartacea: un carnet con vari ticket di carta.
  2. Versione elettronica: una carta simile ad un bancomat che contiene il valore dei buoni pasto.

Quelli elettronici beneficiano di più sgravi fiscali di quelli cartacei. Questo perché il governo vuole incentivare l’utilizzo di sistemi di pagamento trasparenti e tracciabili (nei prossimi paragrafi vedremo nello specifico la normativa che regola la defiscalizzazione dei buoni pasto elettronici).

Ma nonostante siano più vantaggiosi, sono i meno apprezzati dai lavoratori.

Vediamo perché.

Buoni pasto elettronici: perché non sono diffusi

Il motivo principale per cui i buoni pasto elettronici non sono così apprezzati dai lavoratori delle aziende italiane è che sono pochi i locali convenzionati dotati delle tecnologie giuste per accettarli. In pratica ogni marca di buono pasto richiede il suo pos specifico e questo è sicuramente un peso per gli esercenti. Infatti gli esercenti convenzionati dovrebbero dotarsi di molti lettori di card per poter accettare tutte le marche di buoni pasto in circolazione. Tale questione rende così una formula di ticket vantaggiosa fiscalmente molto scomoda da usare.

Buoni pasto elettronici: la svolta del pos unico

Il 10 settembre 2020 il Parlamento ha approvato il Decreto sviluppo (decreto-legge 16 luglio 2020) in cui è contenuta la legge di conversione. In tale legge è contenuta un’importante novità in merito ai buoni pasto elettronici.

Finalmente infatti i locali potranno accettare i ticket elettronici di qualunque fornitore di buoni pasto con un unico dispositivo. Gli esercenti non sono quindi più costretti a possedere diversi pos e possono, attraverso l’acquisto di uno universale, essere in grado di leggere e incassare ogni tipo di buono pasto elettronico.

Questa legge è quindi un enorme passo avanti verso una modalità di pagamento sicura e trasparente anche se per adesso non sono chiari i tempi di questo passaggio.

Buoni pasto elettronici: la normativa fiscale

A prescindere però dall’implementazione del pos unico, parlavamo prima dei vantaggi fiscali che le aziende e gli utilizzatori hanno quando decidono di scegliere i buoni pasto elettronici al posto di quelli cartacei.

Vantaggi per le imprese

  1. L’IVA dei ticket elettronici è al 4%.
  2. I ticket elettronici sono totalmente deducibili (100% di deducibilità).
  3. Miglioramento del clima aziendale.
  4. Aumento della produttività dei lavoratori.
  5. Pausa pranzo senza vincoli di orari.

Vantaggi per possessori di partita IVA

  1. L’IVA dei ticket elettronici è detraibile ed è al 10%.
  2. Il buono pasto non fa aumentare le trattenute nella busta paga.
  3. Le spese per i buoni pasto elettronici sono scaricabili al 75% e l’IVA invece è scaricabile con il tetto massimo del 2% calcolato sul fatturato annuale.

Per beneficiare dei suddetti sgravi fiscali il datore di lavoro o il libero professionista sarà vincolato ad erogare un massimo di buoni pasto. Più precisamente il tetto è impostato a 80 euro al mese per lavoratore.

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Buoni pasto elettronici: 3 fornitori affidabili

Sul mercato sono presenti innumerevoli fornitori di buoni pasto. Scegliere tra così tanta offerta non è semplice. Ti proponiamo adesso 3 tra le più affidabili società di ticket per la pausa pranzo.

1) Ticket Restaurant Edenred

Come leader di mercato troviamo Edenred e i suoi ticket chiamati Ticket Restaurant Edenred. Il principale vantaggio di scegliere questo fornitore è sicuramente l’ampiezza della sua rete di locali convenzionati. Fornire ai propri dipendenti i Ticket Restaurant li farà sicuramente felici e li motiverà proprio perché essi potranno scegliere tra oltre 150.000 locali tra cui delivery, osterie, takeaway e pizzerie.

2) Day Buoni Pasto

Un altro tra i fornitori più famosi è Up Day. In questo caso la scelta per il lavoratore si riduce ma non di molto. Infatti la rete di esercenti convenzionati è comunque ampia con oltre 110.000 locali sparsi in tutto il territorio italiano.

3) Yes Ticket

L’ultima opzione è quella di Yes!Ticket. Società relativamente giovane che però non pecca in qualità. Sicuramente questa scelta è ottima per tutte quelle aziende che hanno bisogno di flessibilità. Un altro pregio è la possibilità di tracciare tutti i pagamenti e la gestione da remoto.

I migliori buoni pasto: scopri i massimali di esenzione

I migliori buoni pasto: scopri i massimali di esenzione

Sei un titolare d’azienda o un possessore di partita IVA? Vuoi risparmiare, ma allo stesso tempo erogare servizi utili in grado di migliorare il clima aziendale e la produttività di lavoratori e collaboratori? Scopri i migliori buoni pasto.

Scopri la normativa fiscale dei buoni pasto ad essi collegata. Come sono gestiti da un punto di vista legislativo? Quali vantaggi garantiscono? Leggi di più nei prossimi paragrafi.

I migliori buoni pasto: fringe benefit o flexible benefit?

I buoni pasto sono considerabili come una forma di fringe benefit, sono cioè delle integrazioni aggiuntive al reddito base del singolo lavoratore. Per questo motivo, se il loro importo non supera le soglie prescritte dalla legge, i buoni sono esenti da tasse. Nel caso in cui questo importo invece superi la soglia prescritta, la differenza sarà aggiunta nella busta paga del lavoratore che sarà chiamato a pagare imposte e contributi relativi.

I fringe benefit però non sono gli unici benefit che i datori di lavoro possono erogare. Un’altra categoria sono i flexible benefit. Questi sono, diversamente dai fringe benefit, totalmente esenti da tasse e contributi. Tale defiscalizzazione deriva dal fatto che vengono considerati come complementari al reddito e non un’integrazione.

Le caratteristiche dei migliori buoni pasto

I buoni pasto sono dei voucher che integrano il reddito dei dipendenti. Questi pertanto sono un’agevolazione in quanto aumentano il potere d’acquisto dei lavoratori e non incidono sulle casse dei titolari e delle aziende. In parole povere, un titolare che eroga buoni pasto ai propri dipendenti potrà ottenere un risparmio di più o meno il 45% sulle spese per i propri dipendenti e collaboratori.

Per quanto riguarda chi può riceverli, hanno diritto a questo fringe benefit tutti coloro che sono dipendenti full time o part time. Inoltre sono inclusi anche i possessori di P.IVA. Di solito ad ogni dipendente spetta un buono pasto per ogni giorno lavorato.

Spontaneamente, data la recente pandemia, nasce la domanda: e se i miei dipendenti sono in smart working? Nessun problema, la legge prevede che i buoni pasto siano erogati anche a tutti coloro che adottano la formula di lavoro agile “da casa”.

I migliori buoni pasto: la normativa che regola la tassazione

Essendo i buoni pasto considerabili come dei fringe benefit, questi seguono le regole di tassazione descritte precedentemente. Se non superano la soglia prescritta dalla legge italiana quindi, i migliori buoni pasto si rivelano totalmente esentasse, in caso contrario questi vengono inseriti nel reddito del lavoratore e perciò tassati regolarmente.

Per quanto riguarda le soglie massime entro le quali i ticket rimangono esentasse, nel 2021 sono queste:

  1. Per i voucher cartacei la soglia è stabilita a 4 euro.
  2. Per i voucher elettronici la soglia è stabilita a 8 euro.

I buoni pasto nascono nel formato cartaceo, tuttavia dal 2012 i ticket restaurant elettronici stanno prendendo il sopravvento. Ciò è tale per svariati motivi. Uno di questi è deducibile con un primo sguardo alla tabella precedente. I migliori buoni pasto elettronici risultano quindi essere la versione più incentivata dal governo italiano e la più defiscalizzata, grazie ad un massimale più elevato e dunque una migliore spendibilità.

Tale decisione ha le sue radici nella volontà di rendere le aziende italiane più trasparenti e sempre più digitali. La digitalizzazione è infatti un punto chiave del progresso e usare metodi di pagamento elettronici e tracciabili è decisamente un passo verso questa direzione.

La storia dei primi e migliori buoni pasto

Correva l’anno 1954 quando delle aziende locate in Gran Bretagna decisero di utilizzare per la prima volta i buoni pasto. Pagare con dei biglietti di carta che non fossero moneta corrente per quel tempo deve essere stata una vera rivoluzione innovativa, infatti anche John R. Hack si incuriosì.

Quest’uomo d’affari inglese farà la storia perché fonderà una delle prime società di buoni pasto: la “Luncheon Vouchers Ltd” che aprì nel 1955 e che divenne poi nel 1999 “Accor Services”. L’intuizione fu geniale considerate anche le condizioni socio-economiche del Regno Unito nel secondo dopo guerra. Le aziende facevano fatica a pagare i loro dipendenti e usufruire dei servizi dell’allora Luncheon Vouchers Ltd era sicuramente un modo per aiutare i lavoratori a sbarcare il lunario.

Il sistema di questi biglietti di carta per il pranzo fu talmente di successo che il governo inglese decise di defiscalizzarli. In questo modo si creò un vero e proprio business intorno ai buoni pasto. Infatti alla fine del 1957, cioè solo 3 anni dopo la fondazione della Luncheon Vouchers Ltd, le aziende inglesi che li usavano erano più che raddoppiate: da 3500 a 8000.

La storia dei migliori buoni pasto in Italia

In Italia invece i ticket per la pausa pranzo arrivano con una ventina di anni di ritardo rispetto al Regno Unito. Iniziano infatti a diffondersi verso la metà degli anni Settanta. Come in altri paesi, questi buoni hanno riscosso immediatamente un grande successo e ad oggi quasi la metà di dipendenti totali (11 milioni) li riceve e li usa per mangiare fuori durante la pausa pranzo o per fare la spesa.