Buoni Pasto a chi spettano?

Buoni Pasto a chi spettano?

Lavoratori part-time, smart-working, stage, p.iva: buoni pasto normativa a chi spettano?

I buoni pasto sono dei voucher defiscalizzati che le aziende erogano e che i liberi professionisti acquisto per la pausa pranzo. I ticket restaurant sono uno strumento che aiuta concretamente i datori di lavoro, i lavoratori e i possessori di partita iva a risparmiare ma comunque fare una pausa pranzo soddisfacente e salutare. Ma i buoni pasto a chi spettano? Questa domanda ha spesso risposte confusionarie e i datori di lavoro, ma spesso anche i possessori di p.iva, possono non sapere a chi possono erogarli o se loro stessi ne hanno diritto.

In questo articolo riassumeremo la normativa che regola i buoni pasto e risponderemo alle domande più comuni. Per un approfondimento sulla normativa leggi “Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa”.

Continua a leggere per sapere i buoni pasto a chi spettano e tutti i vantaggi fiscali.

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Buoni pasto a chi spettano?

In linea generale, i buoni pasto spettano a tutti coloro che intrattengono un rapporto di collaborazione con uno specifico datore di lavoro o con dei clienti. In poche parole quindi tutti i lavoratori subordinati (a tempo determinato, indeterminato, full time ed anche part time, turnisti ecc) e tutti i lavoratori non subordinati (come collaboratori esterni).

Per l’azienda i vincoli sono:

  • La presenza di un contratto
  • Dare i buoni pasto a categorie omogenee di lavoratori o in alternativa a tutti quanti.

Da queste categorie che ne hanno diritto possiamo dunque estrapolare chi invece non ne ha diritto:

  • La forza lavoro in cassa integrazione;
  • I lavoratori assenti dal luogo di lavoro per una giornata intera;
  • I subordinati in sciopero;
  • I dipendenti in ferie o in malattia.
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Casi particolari nella normativa buoni pasto

Rendiamo conto ora di una serie di casi particolari:

  • Buoni pasto e lavoratori part time
  • Buoni pasto e smart working
  • Buoni pasto e partita iva
  • Buoni pasto e tirocini/stage

Tra le eccezioni appena elencate, troviamo i lavoratori con un contratto part time. Se è vero che questa tipologia di dipendenti può ricevere i buoni pasto, è anche vero che ci sono delle regole da rispettare e dei cavilli da menzionare.

Secondo la normativa vigente infatti i lavoratori in part time hanno diritto ai buoni pasto solo se il loro orario di lavoro comprende le pause concomitanti ai pasti principali oppure se la distanza casa-lavoro è così ampia che non permette al dipendente di rincasare in tempo per i pasti principali.

Smart work e buoni pasto

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che, se non ci sono altre limitazioni all’erogazione di buoni pasto, questi possano essere erogati indipendentemente dalle modalità della prestazione lavorativa. Quindi anche i dipendenti in smart working possono ricevere i ticket restaurant per la loro spesa o per l’acquisto di pasti pronti da consumare in casa.

Con la pandemia che tutt’oggi modifica le vite di tutti e soprattutto dei lavoratori, assicurare i buoni pasto alla propria forza lavoro è un impegno morale che i datori di lavoro dovrebbero assumersi.

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Ditte individuali e Partita IVA buoni pasto: la normativa 2021

I ticket restaurant non sono disponibili solo per aziende, infatti anche i possessori di Partita IVA e anche le Ditte Individuali hanno la possibilità di richiedere i buoni pasto.

Anche per queste categorie ci sono dei vantaggi fiscali notevoli. Il 75% dei costi per alimenti, spesa e pasti pronti può essere detratto con l’IVA al 10% e per un massimo del 2% del fatturato.

Inoltre, a seconda della società emittrice di buoni pasto, il libero professionista e il titolare della Ditta Individuale saranno messi in grado di decidere il loro valore e il numero dei buoni pasto comprati.

Altri vantaggi dei buoni pasto elettronici per liberi professionisti e ditte individuali:

  1. Ottimizzazione della gestione amministrativa
  2. Fattura unica
  3. Semplicità nell’uso
  4. Flessibilità nella scelta

Per quanto riguarda le Partite IVA e la loro possibilità di comprare i buoni pasto con gli sgravi fiscali di cui parlavamo sopra, bisogna stare attenti al tipo di regime in cui si è.

Buoni Pasto Elettronici e Partita IVA in regime forfettario

I liberi professionisti che sono in regime forfettario non hanno diritto agli sgravi fiscali sui buoni pasto. Secondo la normativa vigente infatti le partite iva in regime forfettario non possono scaricare i costi aziendali.

Buoni Pasto Elettronici e Partita IVA in regime ordinario

I Buoni Pasto Elettronici invece sono disponibili con le agevolazioni fiscali per i possessori di P.IVA con regime ordinario. L’IVA al 10% è detraibile e si può dedurre il 75% delle spese per gli alimenti e per i pasti pronti fino ad un massimo del 2% del fatturato.
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Buoni pasto stage e apprendistato: i buoni pasto spettano anche agli stagisti?

I Buoni pasto sono defiscalizzati per azienda e lavoratori quando esiste un contratto. Per quanto riguarda stage e tirocini, pur non essendo un rapporto di lavoro subordinato, esistono dei contratti stabiliti su progetti formativi.

I buoni pasto quindi sono defiscalizzati anche per i lavoratori con contratti di stage o apprendistato.

Anzi, molte aziende decidono di erogare buoni pasto ai propri stagisti per rendere più sostenibili questi tipi di contratti di formazione in azienda. I benefit per la pausa pranzo sono molto ambiti dai più giovani e risultano quindi per le aziende un’ottima strategia di employee retention (leggi 7 strategie vincenti per aumentare l’Employee Retention) e di talent acquisition.

Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa

Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa

Scopri come funziona la deducibilità sui buoni pasto per aziende, ditte individuali e possessori di p.iva

Le detrazioni buoni pasto sono il principale vantaggio di questi voucher e in questo articolo esploreremo la normativa vigente. Specifichiamo che i buoni pasto sono dei voucher deducibili e con una tassazione agevolata. I ticket restaurant servono alle aziende, alle ditte individuali e ai possessori di p.iva per rimpiazzare il servizio di mensa o per comprare pasti pronti e generi alimentari detraendo le tasse.

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Normativa sulle detrazioni buoni pasto 2021

Per quanto riguarda la normativa vigente sulla deducibilità dei buoni pasto bisogna citare alcune fonti.

Il primo è l’Articolo 51 del T.U.I.R, cioè il Testo Unico delle Imposte sui Redditi; tale articolo regola il massimale di esenzione dei ticket restaurant.

Il secondo invece è il Decreto n. 122 del 7/06/17; tale decreto invece ha al suo interno:

  • le indicazioni sulla relazione tra chi eroga i buoni pasto e gli esercenti convenzionati che erogano il servizio sostitutivo di mensa;
  • le differenze in materia fiscale tra il buono pasto cartaceo e il buono pasto elettronico;
  • stabilisce le categorie di lavoratori che hanno il diritto a ricevere i ticket restaurant.

Infine da citare i CCNL, cioè i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro che definiscono se i datori di lavoro sono obbligati o no ad erogare buoni pasto ai lavoratori con quel particolare CCNL.

Seguendo gli aggiornamenti fatti con la Manovra di Bilancio 2020 e ancora validi nel 2021 troviamo una variazione nelle soglie di deducibilità dei ticket:

  • I buoni pasto cartacei hanno subito una diminuzione della soglia: da 5,29€ a 4€.
  • I buoni pasto elettronici hanno subito un aumento della soglia: da 7€ a 8€.
Le suddette normative valgono per qualunque impresa, sia per le PMI che per le grandi multinazionali. Per quanto riguarda invece le imprese individuali e i liberi professionisti, ci sono dei cavilli da prendere in considerazione se si vuole davvero avere un’idea della deducibilità dei buoni pasto e se conviene comprarli.

Nei prossimi paragrafi andremo nel dettaglio dei vantaggi fiscali per ognuna delle categorie sopra menzionate.

Detrazione Buoni Pasto: IRES, IRAP e IRPEF

Con i buoni pasto si possono dedurre le spese ai fini delle imposte dirette: IRAP/IRES/IRPES. Tale deducibilità dipende dalla collocazione nel bilancio di tali spese: al fine della deducibilità i costi vanno inseriti nella voce B.7 “Costi per servizi”.

In ogni caso bisogna che i datori di lavoro/liberi professionisti/ditte individuali stiano attenti alla tipologia dei buoni pasto emessi ed erogati. Infatti a seconda della tipologia (cartacei/elettronici) ci sono diversi massimali di esenzione. Se si dovesse uscire da le cifre stabilite, l’eccedenza sarebbe tassabile secondo il regime fiscale ordinario perché concorrerebbe a formare reddito da lavoro dipendente.

Buoni pasto vantaggi fiscali per aziende

Per le aziende erogare buoni pasto ai dipendenti significa risparmio sui costi del personale. Anche per i dipendenti ci sono enormi vantaggi fiscali. Abbiamo già evidenziato la legge in materia. Riassumendo:

  • 100% di detraibilità sul costo dei buoni pasto.
  • IVA al 4%.
  • Esenzione da oneri previdenziali.

Per quanto riguarda a chi possono essere erogati i buoni pasto, troviamo che tutti i lavoratori (dipendenti full time, part-time, dirigenti, collaboratori) possono ricevere i ticket restaurant.

Alcune regole in più si applicano per i dipendenti part-time. Infatti per questa categoria la normativa prevede che si possano erogare buoni pasto solo se il loro orario di lavoro coincide con le pause fatte per i pasti principali.

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Buoni pasto vantaggi fiscali per ditte individuali

Erogare buoni pasto non è conveniente solo per le aziende. Anche le ditte individuali infatti possono risparmiare molto prendendo i ticket restaurant per il loro business.

In questo caso però non sarà possibile usufruire dell’IVA al 4% ed anche le pratiche amministrative subiscono un cambiamento nella modalità di deduzione.

Per chi non ha dipendenti quindi la normativa segue i seguenti atti:

  • Legge 6 agosto 2008, n. 133
  • Circolare n 53/e del 5 settembre 2008
  • Circolare n° 6/e del 3 marzo 2009

In sostanza si prevede che si possa detrarre il 75% dei costi e totalmente IVA anche se al 10% come da d. l.  112/2008, art. 83, comma 28 bis (e non al 4% come avviene per le aziende) fino ad un massimo uguale al 2% del fatturato totale.

Buoni pasto vantaggi fiscali per possessori di p.iva

Per i possessori di p.iva la legislazione è più o meno uguale e segue gli stessi atti di cui sopra. Anche in questo caso infatti si prevede la detrazione dell’IVA (al 10% e non al 4%) e il 75% delle spese sul 2% del fatturato.

Differenziamo però in questo caso tra i due regimi (ordinario e forfettario) di p.iva.

Detrazioni Buoni Pasto per p.iva a regime forfettario

I possessori di p.iva a regime forfettario non possono scaricare le spese che sostengono per il loro business. Ciò comprende i buoni pasto, ma anche il costo del carburante. Le p.iva forfettarie per legge possono detrarre solo i contributi previdenziali.

Scegliere questo tipo di regime è sicuramente conveniente per tutta una serie di facilitazioni, ma per quanto riguarda i buoni pasto non è possibile detrarre il loro costo.

Detrazioni Buoni Pasto per p.iva a regime ordinario

In questo caso invece valgono tutte le norme di cui sopra e tutti i massimali di esenzione già elencati. Quindi per i possessori di una partita iva in regime ordinario prendere i buoni pasto è un’azione conveniente.
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Buoni pasto per i titolari di P.IVA: convengono davvero?

Buoni pasto per i titolari di P.IVA: convengono davvero?

Per un’impresa abbattere i costi del personale con i buoni pasto è facile e dimostrato dalle tante testimonianze che si trovano in rete. E invece per i titolari di P.IVA, i liberi professionisti o per le ditte individuali?

Nelle prossime righe ti forniremo una guida completa sui buoni pasto per le P.IVA e analizzeremo i vantaggi e le normative vigenti in merito alla tassazione dei buoni. Vedremo dunque se i ticket restaurant aiutano realmente i liberi professionisti a risparmiare e abbattere i costi.

Se già invece sei convinto e vorresti un preventivo gratuito visita il nostro sito per i migliori fornitori di buoni pasto.

Cosa sono i buoni pasto

I ticket restaurant sono un mezzo di pagamento con cui si possono acquistare solo generi alimentari. In poche parole sono un voucher dal valore predefinito che svolgono la funzione di servizio sostitutivo alla mensa.

Al giorno d’oggi esistono due versioni:

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Perché i buoni pasto sono convenienti per le P.IVA e le ditte individuali

Solitamente sono i datori di lavoro che offrono i buoni pasto ai propri dipendenti come integrazione al reddito base considerandoli come fringe benefit.

Ma i ticket restaurant possono anche essere acquistati dai proprietari di P.IVA, dai liberi professionisti e titolari di ditte individuali. Allo stesso modo questi voucher saranno utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di pasti pronti e generi alimentari e saranno comunque ritenuti fringe benefit. In tale modo si può accedere agli sgravi fiscali tipici di questi benefit.

Il risparmio è quindi assicurato anche per i liberi professionisti che inoltre potranno, a seconda delle disponibilità del fornitore scelto, personalizzare sia il numero dei buoni erogati sia il loro valore.

Vantaggi dei buoni pasto per le P.IVA e le ditte individuali

Oltre ai vantaggi pecuniari per le P.IVA e le ditte individuali esistono tanti altri motivi per cui scegliere i buoni pasto. Avendo capito come funzionano i buoni pasto possiamo stilare una lista dei principali vantaggi:

  • Facilità di utilizzo.
  • Risparmio nei tempi di gestione: niente più fatture da registrare.
  • Risparmio nei costi di gestione: riduzione delle tasse.
  • Versatilità di utilizzo nei vari esercenti convenzionati.

Da notare che quando si parla di ticket restaurant e P.IVA bisogna stare prestare attenzione al regime. Infatti le normative in merito sono chiare e non prevedono gli stessi benefici per tutti. Andiamole a vedere nel dettaglio.

Buoni pasto per partita IVA in regime forfettario

I liberi professionisti in regime forfettario purtroppo non possono beneficiare dei buoni pasto. Infatti le persone con questo regime non scaricano i costi aziendali. Seguendo la normativa, i costi vengono scaricati seguendo un coefficiente di redditività (che è collegato al codice Ateco) assegnato in principio al libero professionista.

Buoni pasto per partita IVA in regime ordinario

Per chi invece è in un regime ordinario esiste la possibilità di scaricare i costi aziendali sostenuti. Per tale ragione avrà anche la possibilità di usufruire dei buoni pasto e detrarre le spese secondo la normativa vigente.

Tutto quello che c’è da sapere sulla detrazione fiscale dei buoni pasto per le P.IVA

Quando parliamo di normativa in materia di servizi sostitutivi di mensa, tra cui rientrano i ticket restaurant, ci riferiamo principalmente all’articolo 51 del TUIR, dalla risoluzione numero 26 E del 2010 e dal Decreto Legislativo 314/1997. Inoltre grazie al decreto n°122/2017 del MISE si è esteso l’acquisto dei buoni anche a tutti quei soggetti che non sono lavoratori dipendenti ma che si possono classificare come “collaboratori”.

Per questa categoria, che comprende i titolari di P.IVA a regime ordinario, i liberi professionisti e i titolari di ditte individuali, ci sono dei tetti di esenzione e degli sgravi fiscali diversi da quelli che esistono per le aziende. Vediamoli nel dettaglio.

Limiti di esenzione e sgravi fiscali:

  • Limite di 4 euro a voucher per quelli cartacei
  • Limite di 8 euro a voucher per quelli elettronici.
  • Iva sui buoni pasto detraibile al 10%.
  • I buoni pasto per liberi professionisti sono detraibili fino ad un massimo del 2% del fatturato annuale, c’è la possibilità di dedurre il 75% dei costi.
  • Per le imprese individuali deduzione al 75% sulla somministrazione di generi alimentari.

Quale fornitore di Ticket Restaurant scegliere se sei il titolare di una P.IVA?

  • Ticket Restaurant Edenred: il buono pasto accettato in oltre 150.000 locali convenzionati che ti permette di acquistare pasti completi e alimentari.
  • Day Buoni Pasto: il buono pasto accettato in oltre 110.000 esercenti convenzionati, facilmente ordinabili e gestibili da un comodo portale online dedicato ai clienti.
  • Yes Ticket: il buono pasto disponibile sia in versione cartacea che elettronica con i sistemi di antifurto più all’avanguardia.

Per ordinare i buoni pasto segui la nostra guida: “Come ordinare i buoni pasto” o contattaci per i preventivi sui buoni pasto.

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Oggi i buoni pasto sono disponibili in due versioni: buoni pasto cartacei e buoni pasto elettronici. I vantaggi sono innumerevoli a prescindere dalla versione scelta infatti per i titolari erogarli significa risparmiare il 45% sul costo del personale.

Continua a leggere per scoprire i vantaggi fiscali dei buoni pasto elettronici e la nuova normativa sul pos unico.

I Buoni Pasto elettronici sono meglio dei cartacei?

I buoni pasto sono sinonimo di comodità per i lavoratori full time che non hanno accesso ad una mensa interna sul posto di lavoro. Con questi ticket è possibile avere accesso ad una moltitudine di prodotti come pasti pronti, delivery o generi alimentari nei supermercati.

I buoni pasto sono infatti uno dei benefit più graditi dai dipendenti e sempre più le aziende li erogano come forma di integrazione al reddito.

I buoni pasto sono disponibili in due modalità:

  1. Versione cartacea: un carnet con vari ticket di carta.
  2. Versione elettronica: una carta simile ad un bancomat che contiene il valore dei buoni pasto.

Quelli elettronici beneficiano di più sgravi fiscali di quelli cartacei. Questo perché il governo vuole incentivare l’utilizzo di sistemi di pagamento trasparenti e tracciabili (nei prossimi paragrafi vedremo nello specifico la normativa che regola la defiscalizzazione dei buoni pasto elettronici). In ogni caso la defiscalizzazione buoni pasto beneficia tutti.

Ma nonostante siano più vantaggiosi, sono i meno apprezzati dai lavoratori.

Vediamo perché.

Buoni pasto elettronici: perché non sono diffusi

Il motivo principale per cui i buoni pasto elettronici non sono così apprezzati dai lavoratori delle aziende italiane è che sono pochi i locali convenzionati dotati delle tecnologie giuste per accettarli. In pratica ogni marca di buono pasto richiede il suo pos ticket elettronici specifico e questo è sicuramente un peso per gli esercenti. Infatti gli esercenti convenzionati dovrebbero dotarsi di molti lettori di card per poter accettare tutte le marche di buoni pasto in circolazione. Tale questione del lettore buoni pasto rende così una formula di ticket vantaggiosa fiscalmente molto scomoda da usare.

Buoni pasto elettronici: la svolta del pos unico

Il 10 settembre 2020 il Parlamento ha approvato il Decreto sviluppo (decreto-legge 16 luglio 2020) in cui è contenuta la legge di conversione. In tale legge è contenuta un’importante novità in merito ai buoni pasto elettronici.

Pos Normativa Ticket Restaurant: finalmente infatti i locali potranno accettare i ticket elettronici di qualunque fornitore di buoni pasto con un unico dispositivo. Gli esercenti non sono quindi più costretti a possedere diversi pos e possono, attraverso l’acquisto di uno universale, essere in grado di leggere e incassare ogni tipo di buono pasto elettronico.

Questa legge sul pos ticket elettronici è quindi un enorme passo avanti verso una modalità di pagamento sicura e trasparente anche se per adesso non sono chiari i tempi di questo passaggio e della normativa sul pos unico.

Buoni pasto elettronici: la normativa fiscale

A prescindere però dall’implementazione del pos unico, parlavamo prima dei vantaggi fiscali che le aziende e gli utilizzatori hanno quando decidono di scegliere i buoni pasto elettronici al posto di quelli cartacei accennando anche alla defiscalizzazione dei buoni pasto.

Vantaggi per le imprese

  1. L’IVA dei ticket elettronici è al 4%.
  2. I ticket elettronici sono totalmente deducibili (100% di deducibilità).
  3. Miglioramento del clima aziendale.
  4. Aumento della produttività dei lavoratori.
  5. Pausa pranzo senza vincoli di orari.

Vantaggi per possessori di partita IVA

  1. L’IVA dei ticket elettronici è detraibile ed è al 10%.
  2. Il buono pasto non fa aumentare le trattenute nella busta paga.
  3. Le spese per i buoni pasto elettronici sono scaricabili al 75% e l’IVA invece è scaricabile con il tetto massimo del 2% calcolato sul fatturato annuale.

Per beneficiare dei suddetti sgravi fiscali il datore di lavoro o il libero professionista sarà vincolato ad erogare un massimo di buoni pasto. Più precisamente il tetto è impostato a 80 euro al mese per lavoratore.

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Buoni pasto elettronici: 3 fornitori affidabili

Sul mercato sono presenti innumerevoli fornitori di buoni pasto. Scegliere tra così tanta offerta non è semplice. Ti proponiamo adesso 3 tra le più affidabili società di ticket per la pausa pranzo.

1) Ticket Restaurant Edenred

Come leader di mercato troviamo Edenred e i suoi ticket chiamati Ticket Restaurant Edenred. Il principale vantaggio di scegliere questo fornitore è sicuramente l’ampiezza della sua rete di locali convenzionati. Fornire ai propri dipendenti i Ticket Restaurant li farà sicuramente felici e li motiverà proprio perché essi potranno scegliere tra oltre 150.000 locali tra cui delivery, osterie, takeaway e pizzerie.

2) Day Buoni Pasto

Un altro tra i fornitori più famosi è Up Day. In questo caso la scelta per il lavoratore si riduce ma non di molto. Infatti la rete di esercenti convenzionati con i Buoni Pasto Day è comunque ampia con oltre 110.000 locali sparsi in tutto il territorio italiano.

3) Yes Ticket

L’ultima opzione è quella di Yes!Ticket. Yes Ticket è una società relativamente giovane che però non pecca in qualità. Sicuramente questa scelta è ottima per tutte quelle aziende che hanno bisogno di flessibilità. Un altro pregio è la possibilità di tracciare tutti i pagamenti e la gestione da remoto.

Come ordinare i buoni pasto per i tuoi collaboratori

Come ordinare i buoni pasto per i tuoi collaboratori

Ordinare i buoni pasto è un processo semplice e molto vantaggioso sia per i titolari che per i possessori di P.IVA. Inoltre sia da un punto di vista fiscale che di produttività erogarli è una mossa vincente.

Cosa sono i buoni pasto

Il buono pasto è un ticket (cartaceo o elettronico) che i datori di lavoro comprano ed erogano ai propri dipendenti o collaboratori. Anche i liberi professionisti però possono usufruire di questi buoni e trarne innumerevoli vantaggi.

In caso una ditta non sia dotata di una mensa aziendale, i ticket restaurant sono la soluzione ideale per sostituirla. Inoltre, è da notare che alcuni CCNL obbligano i datori di lavoro ad erogarli ai propri dipendenti.

Dal punto di vista dei lavoratori, questa integrazione al reddito permette di comprare facilmente generi alimentari e pasti pronti, quindi riduce lo stress e migliora la loro qualità di vita.

Buoni pasto in versione cartacea o elettronica

Come accennavamo i buoni pasto sono disponibili in ben due versioni, entrambe senza nessun obbligo di riacquisto e vantaggiose a loro modo:

  1. Versione Cartacea: in questo caso il lavoratore riceve un carnet, cioè un blocchetto da cui ogni volta si staccano il numero di buoni che servono e che possono essere usati immediatamente.
  2. Versione Elettronica: in questo caso il lavoratore riceve una carta elettronica prepagata che deve essere ricaricata dall’azienda ogni mese e che può essere usata nei locali convenzionati come una normale carta di credito.

Vantaggi fiscali dei buoni pasto

A prescindere dalla forma in cui i ticket vengono erogati, questi non sono considerati reddito dipendente e per questo sono esenti da tasse e da contribuiti previdenziali.

Per le aziende e per i possessori di P.IVA i vantaggi fiscali sono molti:

  1. Deducibili fino a 4 euro in caso di ticket cartaceo e 8 euro in caso di ticket elettronico.
  2. Esclusi dal calcolo del TFR.
  3. IVA detraibile al 100%.

Buoni pasto: dal fornitore al consumatore

Ordinare e distribuire i ticket per la pausa pranzo è un processo semplice che coinvolge quattro soggetti:

 

  1. Fornitore: azienda che vende i buoni pasto e si occupa della presa in carico delle richieste dei datori di lavoro, nonché della stampa e dell’invio.
  2. Aziende pubbliche, private e possessori di partiva IVA che acquistano i buoni pasto per loro stessi o per consegnarli ai propri dipendenti come forma di fringe benefit.
  3. Dipendenti e lavoratori che li ricevono e che possono spenderli per generi alimentari in tutti gli esercenti convenzionati.
  4. Esercenti convenzionati: ristoranti, alimentari, supermercati, food delivery che hanno stipulato un accordo con i fornitori.

Dove spendere i buoni pasto

Come abbiamo appena visto non tutti gli esercenti sono convenzionati con tutte le marche di ticket. Per essere sicuri di star fornendo la migliore esperienza di acquisto, si può optare per il fornitore con la rete di esercenti convenzionati più grande. Questo darà ai dipendenti maggior potere di acquisto e scelta.

In generale, i buoni pasto si possono spendere in:

  1. Supermercati;
  2. Gastronomie;
  3. Coltivatori diretti;
  4. Bar;
  5. Ristoranti;
  6. Pizzerie

E molto altro come ad esempio l’innovativo Foorban Fridge. Un frigo per la pausa pranzo in ufficio sana, gustosa e sostenibile. Questa alternativa permette ai dipendenti di comprare, anche attraverso alcune marche di ticket restaurant, pasti pronti direttamente in ufficio. Le caratteristiche principali del Foorban Fridge è la qualità dei prodotti che sono sia salutari che buonissimi.

Alcuni dei principali fornitori di buoni pasto

I fornitori di buoni pasto non sono tutti uguali e scegliere a quale affidarsi per ordinarli ed erogarli ai propri dipendenti può essere impegnativo.

Di seguito ti forniamo tre opzioni:

Buoni Edenred

I Ticket Restaurant Edenred sono i buoni pasto dell’azienda Edenred che leader di mercato per questo servizio. Il vantaggio maggiore è la grande rete di esercenti convenzionati presente sul territorio italiani: oltre 150.000 locali.

Questi buoni pasto sono pratici e semplici. Sono infatti la soluzione ideale per evitare un accumulo di scontrini e fatture a fine mese ma comunque detrarre l’IVA.

Day Buoni Pasto

I Day Buoni Pasto offrono invece una rete di oltre 110.000 locali convenzionati in Italia e sono cumulabili giornalmente fino ad 8. Ordinare i buoni con questa azienda è semplice grazie al e-commerce dedicato.

Day fornisce due opzioni:

  1. Buono Pasto Elettronico: riunisce i buoni pasto in una comoda carta o direttamente su un’app specifica.
  2. Buono Pasto Elettronico Economy: si tratta di un servizio di mensa diffusa che permette agli utilizzatori di usufruire di servizi concordati con alcuni esercenti.

Buoni Yes ticket

Yes!Ticket è la carta elettronica sostitutiva dei ticket cartacei offerta da Yes Ticket. Per i ticket elettronici infatti la soglia di esenzione da oneri fiscali è di 8 euro al giorno. Questo rende i buoni elettronici i più convenienti sul mercato.

Per quanto riguarda la gestione, Yes Ticket mette a disposizione un portale dedicato da cui monitorare ordini, spese e ricevere assistenza.

Yes Ticket ha due opzioni per quanto riguarda i Buoni Pasto Elettronico: il BPE chiamato Ricaricabile e il BPE chiamato Mensa Diffusa.