Spendere buoni pasto online spesa e delivery: come fare

Spendere buoni pasto online spesa e delivery: come fare

Come spendere i buoni pasto online per fare la spesa o per acquistare sulle app di food delivery

I buoni pasto sono utilizzati da ben 2.6 milioni di lavoratori e sono il benefit più richiesto e apprezzato. Anche per le aziende erogare i buoni pasto è un vantaggio visto che sono una soluzione defiscalizzata e dunque più economici di un’indennità sostitutiva di mensa corrisposta in busta paga. Ma per chi li riceve come funzionano? Cosa si può acquistare e soprattutto si possono spendere buoni pasto online?

Continua a leggere per sapere se si possono spendere buoni pasto online per acquistare la spesa online o sui principali siti di food delivery.

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Buoni pasto come funzionano

I buoni pasto sono un benefit corrisposto ai dipendenti tramite dei voucher dal valore prestabilito ed esistono in tre formati: cartaceo, elettronico e digitale. Sono un servizio sostitutivo di mensa con cui i dipendenti possono acquistare generi alimentari e pasti pronti. Tali voucher sono perfetti per le proprie iniziative di welfare perché aiutano a riequilibrare il life work balance dei dipendenti.
Inoltre, il buono pasto ha notevoli vantaggi fiscali. Entro certi limiti (4€ per i buoni pasto cartacei; 8€ per i buoni pasto elettronici e digitali) sono 100% deducibili e con l’IVA al 4%. Per la normativa fiscale completa e per sapere come funzionano per ditte individuali e possessori di P.IVA clicca qui.

Buoni pasto cosa posso comprare

Con i ticket pranzo si possono comprare solo alimenti, bevande, pasti pronti e generi alimentari. Dato che il buono pasto è uno strumento a sostegno della pausa pranzo dei lavoratori non possono essere utilizzati per l’acquisto di prodotti di altro genere. Ad esempio sono esclusi bevande alcoliche, detersivi, detergenti e anche prodotti per animali.

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Si possono spendere buoni pasto online?

Una domanda frequente tra i lavoratori è se si possono spendere buoni pasto online. La risposta non è così semplice. Se un negozio o un supermercato vendono solamente online e non hanno negozi fisici allora tendenzialmente lo permetterà.

Se invece il negozio ha anche sedi fisiche bisogna, prima di acquistare qualcosa online, verificare se quel particolare permette l’utilizzo dei buoni pasto sul sito.

Spendere buoni pasto online: dove li accettano?

Molte persone oggi acquistano su internet quotidianamente e chi riceve i buoni pasto si chiede se può usare buoni pasto online. Vediamo dunque se i buoni pasti possono essere utilizzati per pagare la spesa online e nelle app di food delivery.

Spesa online con i buoni pasto

Pagare la spesa con buoni pasto è estremamente conveniente, ma cosa succede se la spesa la si fa online? Se il negozio da cui si acquista è solo predisposto per la spesa online allora ci sono buone possibilità che questo accetti i buoni pasto come forma di pagamento, se invece si sta acquistando da negozi o da supermercati presenti anche nel territorio con store fisici la questione si complica. Molte catene infatti non considerano il ticket pasto come un valido pagamento online.

Dunque, ogni volta bisogna che il lavoratore controlli accuratamente i metodi di pagamento accettati. Nonostante i buoni pasto elettronici e cartacei siano di largo uso, ancora molti negozi non si sono adeguati. Da notare anche potrebbero esserci problemi nei supermercati che permettono la prenotazione della spesa online ma il ritiro nel punto vendita.

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Buoni pasto per acquistare sulle app di food delivery

E per le app di food delivery? Si possono spendere buoni pasto online per comprare pasti pronti sulle maggiori app di food delivery come Glovo, Just Eat, Foodora o Delivero?

In questo caso il discorso è un po’ più semplice: solo Just Eat di pagare online con i buoni pasto. Quasi tutte le altre piattaforme come Deliveroo, Glovo o Foodora non permettono di utilizzare i buoni mensa come pagamento. La differenza tra Just Eat e gli altri è che questo è un sito che mette solo in comunicazione clienti e ristoranti. Il ristorante stesso riceve l’ordine, si occupa della consegna e del pagamento; per tale motivo può decidere se accettare i buoni pasto o no. Delivero, Glovo e Foodora invece sono dei servizi di delivery di cui i ristoranti si avvalgono per le loro consegne. Da qui il fatto che non possono accettare i pagamenti con i buoni pasto.

Scadenza buoni pasto: cosa fare con i ticket scaduti

Scadenza buoni pasto: cosa fare con i ticket scaduti

Hai dei buoni pasto scaduti e non sai cosa fare? Leggi la nostra guida per il rimborso e per il rinnovo

I buoni pasto sono tra i benefit più richiesti e più apprezzati dai dipendenti. Perché? Perché sono versatili: possono essere usati sia per acquistare pasti pronti che generi alimentati al supermercato; e per la loro normativa fiscale vantaggiosa: non concorrono al reddito da lavoro dipendente e per le aziende hanno l’IVA al 4% detraibile.

Ma per sfruttare al meglio questo benefit bisogna che il dipendente stia attento alla scadenza dei buoni pasto. Una domanda comune è cosa fare quando i ticket restaurant scadono? Come richiedere il rimborso o il rinnovo dei ticket scaduti?

In questo articolo vedremo una semplice guida su come non perdere il bonus buoni pasto una volta passata la data di scadenza.

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Buoni Pasto normativa: quando scadono i buoni pasto?

Scadenza Buoni Pasto: i buoni pasto hanno una scadenza? La risposta è ma con alcune precisazioni. I buoni erogati da Gennaio fino a tutto Agosto sono validi fino al 31 Dicembre dello stesso anno. I ticket pasto emessi tra Settembre e Dicembre invece, sono validi fino al 31 Dicembre dell’anno successivo.

Non riuscire a spendere i buoni pasto in tempo è praticamente impossibile, la loro spendibilità infatti è molto alta. Si può fare la spesa al supermercato ma anche comprare cibi già pronti tramite le migliori app di delivery, agli spacci alimentari, ai bar, ai ristoranti, alle tavole calde e molto altro. Per scoprire quali negozi sono convenzionati con i tuoi buoni pasto clicca qui.

Nonostante questo però può capitare di scordarsi la scadenza dei buoni pasto. Cosa fare con i buoni pasto scaduti? Esiste un modo per recuperarne il costo o chiederne il rimborso?

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Buoni pasto scaduti cosa fare?

Il lavoratore che ha diritto ai buoni pasto e che li riceve è tenuto ad utilizzarli entro la data di scadenza. La data è riportata sui ticket quando sono cartacei, o può essere consultata tramite l’app quando i buoni pasto sono elettronici o digitali.

Cosa fare in caso i propri buoni pasto siano scaduti? Generalmente questo inconveniente è facilmente risolvibile e spesso si può ricevere un rimborso o un rinnovo del buono pasto scaduto.

Per una procedura di rimborso o rinnovo che vada a buon fine bisogna che i buoni pasto cartacei non siano strappati, danneggiati o scarabocchiati. Per i buoni elettronici non vige questo obbligo ma devono essere tracciabili tramite l’app.

Però, anche tenendo conto di queste accortezze, non sempre il lavoratore avrà diritto alla sostituzione del buono pasto o a un rimborso completo. Le norme di rimborso dei buoni pasto scaduti sono diverse per ogni società che li emette. Di norma, il lavoratore può richiedere il rimborso se i buoni non sono scaduti da più di 1/3 mesi a seconda del contratto. Prima viene avviata la pratica, più e probabile avere successo.

Richiedere il rinnovo e il rimborso dei buoni pasto scaduti: a chi rivolgersi?

A chi rivolgersi quando la scadenza buoni pasto è passata? All’azienda. Il singolo dipendente infatti non può, se non in alcuni casi, avviare la richiesta da solo. L’azienda dunque avrà anche la possibilità di rifiutare la domanda di rimborso del dipendente.

In caso però il datore di lavoro acconsenta ad avviare la procedura, sarà cura dell’ufficio del personale (o chiunque abbia la mansione di erogazione dei buoni) contattare il fornitore dei ticket restaurant per capire come procedere. Esiste infatti, nei contratti stipulati tra azienda e fornitore, una finestra temporale entro la quale è possibile richiedere la sostituzione di alcuni buoni scaduti.

Per le aziende pubbliche vale la stessa regola. Non è il dipendente che richiede il rimborso ma, tale processo, è a cura dell’ufficio che si occupa dell’erogazione dei buoni pasto. A seconda delle condizioni di gara stipulate ci saranno modalità e tempistiche di reso diverse.

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Scadenza Buoni Pasto: Rimborso ticket restaurant scaduti

Per quanto riguarda i ticket restaurant, cioè i buoni pasto di Edenred, se l’azienda è tempestiva nella richiesta di rimborso dovrebbe andare tutto a buon fine. Questo per i ticket cartacei, dove necessariamente serve l’intermediazione dell’ufficio del personale o chi per lui. I buoni elettronici Edenred, invece, potranno essere rinnovati in autonomia tramite l’app. Al suo interno infatti si trova il pulsante “richiedi rinnovo”.

Scadenza Buoni Pasto: Rimborso buoni pasto day

Per il fornitore Up Day sia per i buoni pasto elettronici che per quelli cartacei deve essere l’azienda ad avviare la procedura di rinnovo. Per conoscere i dettagli della procedura bisogna contattare l’Assistenza Clienti di Day.

Buoni pasto elettronici per dipendenti in ferie

Buoni pasto elettronici per dipendenti in ferie

Si possono erogare i buoni pasto elettronici ai lavoratori in ferie? Tutta la normativa

I buoni pasto elettronici sono considerabili a pieno titolo un servizio sostitutivo di mensa. Quando l’azienda non ha disposizione un luogo adeguato per la pausa pranzo dei dipendenti e dei responsabili (ma anche dei dirigenti) e non riesce a fornire una mensa aziendale o un servizio di vitto, può ricorrere all’erogazione buoni pasto.

Questi ticket, lo scopriamo subito, possono essere forniti solo e soltanto per le giornate lavorate e quindi non a dipendenti/responsabili in ferie o in malattia o con i permessi. Inoltre il dipendente deve, per poter ricevere i buoni pasto (e l’azienda risparmiare attraverso gli sgravi fiscali) essere assunto regolarmente. Inoltre il suo orario di lavoro deve comprendere necessariamente almeno una delle pause concomitanti ai pasti principali. Ci sono altri cavilli all’interno della normativa che regola chi può ricevere i buoni pasto. Per un approfondimento leggere: “Buoni Pasto: a chi spettano”.

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Perché erogare i buoni pasto elettronici ai dipendenti

I buoni pasto per le aziende sono un’ottima soluzione per adempiere al servizio di sostituzione di mensa perché sono più convenienti per le aziende di un’indennità in busta paga. Sono ulteriormente utili per erogare un bonus ai dipendenti e fornire un sostegno concreto. Tali benefit sono disponibili con la tassazione di favore anche per i possessori di partita iva (basta che abbiamo il regime ordinario e non quello forfettario).

Il buono pasto serve inoltre per fidelizzare i dipendenti e portare avanti tutte quelle strategie di employee branding ed employee retention. Si potrebbe pensare anche ad una strategia che preveda i buoni pasto come premio di risultato o come incentivo per le promozioni.

Attraverso dei gesti come l’erogazione dei ticket per la pausa pranzo le aziende si dimostrano interessate al well being dei dipendenti che renderanno di più e saranno più produttivi perché avranno un life-work balance positivo. Il fatto di non dover pensare tutti i giorni al pranzo (con i buoni pasto infatti si può sia fare la spesa che acquistare pasti pronti in ristoranti, tavole calde ecc) migliorerà la vita dei lavoratori che avranno più tempo da dedicare a loro stessi, alla loro famiglia e quindi anche al lavoro. Per approfondire il tema leggi “Life work balance: come raggiungerlo”.

Buoni Pasto erogabili ai dipendenti in ferie?

La funzione dei buoni pasto è quella di dare la possibilità ai dipendenti di sostenere un’alimentazione sana durante l’orario di lavoro. Per tale motivo i lavoratori non ne hanno diritto se non sono in servizio. Tutte le persone assenti (sia che siano in ferie o che abbiano preso un permesso) non possono ricevere i voucher per la pausa pranzo. Questo significa però che i lavoratori in smart working hanno diritto ai buoni. Infatti il punto focale non è il luogo dove si presta servizio ma il fatto stesso che il dipendente sta lavorando.

I dipendenti in ferie o comunque assenti da lavoro non possono ricevere i buoni pasto, ma ciò non significa che non possono spenderli e usarli per i loro pasti. I ticket infatti sono validi su tutto il territorio nazionale (tenendo in considerazione ovviamente solo gli esercizi convenzionati). Immaginiamo che il collaboratore si trovi in un altro luogo rispetto a quello in cui solitamente risiede e lavora. In questo caso potrà consultare la lista di locali o supermercati (alcuni fornitori di buoni pasto elettronici hanno anche accordi con i maggiori servizi di delivery) convenzionati, scegliere quello che più si addice alle sue esigenze alimentari e usare i propri buoni pasto anche se non è in servizio.

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Buoni pasto elettronici tassazione

Il Decreto numero 122 del Ministro dello Sviluppo Economico regolamenta questi servizi che sostituiscono la mensa. I buoni pasto proprio in virtù della loro funzione sostitutiva sono esenti da contribuzione INPS e godono di una tassazione di favore. Al contrario dei servizi diretti di vitto, come ad esempio la mensa aziendale, che sono totalmente esenti da tasse, i ticket restaurant hanno un tetto massimo di esenzione. Inoltre per essere esenti devono essere erogati a tutti i dipendenti o almeno a categorie omogenee degli stessi.

I tetti massimi sono:

  1. 8€ per i buoni pasto elettronici (prima era 7€)
  2. 4€ per i buoni pasto cartacei (prima era 5,29€)

La motivazione dietro alla scelta di aumentare il massimale di esenzione dei ticket elettronici e diminuire quello dei ticket cartacei riguarda la volontà di prediligere pagamenti più tracciabili e trasparenti. Infatti nonostante i buoni pasto sono nati come cartacei (e tutt’ora sono ampiamente utilizzati), le aziende e i possessori di partita iva si stanno piano piano orientando verso la soluzione più dematerializzata e più incentivata proprio perché, seguendo i massimali di esenzione attuali, ha maggiore spendibilità.

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Buoni Pasto a chi spettano?

Buoni Pasto a chi spettano?

Lavoratori part-time, smart-working, stage, p.iva: buoni pasto normativa a chi spettano?

I buoni pasto sono dei voucher defiscalizzati che le aziende erogano e che i liberi professionisti acquisto per la pausa pranzo. I ticket restaurant sono uno strumento che aiuta concretamente i datori di lavoro, i lavoratori e i possessori di partita iva a risparmiare ma comunque fare una pausa pranzo soddisfacente e salutare. Ma i buoni pasto a chi spettano? Questa domanda ha spesso risposte confusionarie e i datori di lavoro, ma spesso anche i possessori di p.iva, possono non sapere a chi possono erogarli o se loro stessi ne hanno diritto.

In questo articolo riassumeremo la normativa che regola i buoni pasto e risponderemo alle domande più comuni. Per un approfondimento sulla normativa leggi “Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa”.

Continua a leggere per sapere i buoni pasto a chi spettano e tutti i vantaggi fiscali.

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Buoni pasto a chi spettano?

In linea generale, i buoni pasto spettano a tutti coloro che intrattengono un rapporto di collaborazione con uno specifico datore di lavoro o con dei clienti. In poche parole quindi tutti i lavoratori subordinati (a tempo determinato, indeterminato, full time ed anche part time, turnisti ecc) e tutti i lavoratori non subordinati (come collaboratori esterni).

Per l’azienda i vincoli sono:

  • La presenza di un contratto
  • Dare i buoni pasto a categorie omogenee di lavoratori o in alternativa a tutti quanti.

Da queste categorie che ne hanno diritto possiamo dunque estrapolare chi invece non ne ha diritto:

  • La forza lavoro in cassa integrazione;
  • I lavoratori assenti dal luogo di lavoro per una giornata intera;
  • I subordinati in sciopero;
  • I dipendenti in ferie o in malattia.
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Casi particolari nella normativa buoni pasto

Rendiamo conto ora di una serie di casi particolari:

  • Buoni pasto e lavoratori part time
  • Buoni pasto e smart working
  • Buoni pasto e partita iva
  • Buoni pasto e tirocini/stage

Tra le eccezioni appena elencate, troviamo i lavoratori con un contratto part time. Se è vero che questa tipologia di dipendenti può ricevere i buoni pasto, è anche vero che ci sono delle regole da rispettare e dei cavilli da menzionare.

Secondo la normativa vigente infatti i lavoratori in part time hanno diritto ai buoni pasto solo se il loro orario di lavoro comprende le pause concomitanti ai pasti principali oppure se la distanza casa-lavoro è così ampia che non permette al dipendente di rincasare in tempo per i pasti principali.

Smart work e buoni pasto

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che, se non ci sono altre limitazioni all’erogazione di buoni pasto, questi possano essere erogati indipendentemente dalle modalità della prestazione lavorativa. Quindi anche i dipendenti in smart working possono ricevere i ticket restaurant per la loro spesa o per l’acquisto di pasti pronti da consumare in casa.

Con la pandemia che tutt’oggi modifica le vite di tutti e soprattutto dei lavoratori, assicurare i buoni pasto alla propria forza lavoro è un impegno morale che i datori di lavoro dovrebbero assumersi.

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Ditte individuali e Partita IVA buoni pasto: la normativa 2021

I ticket restaurant non sono disponibili solo per aziende, infatti anche i possessori di Partita IVA e anche le Ditte Individuali hanno la possibilità di richiedere i buoni pasto.

Anche per queste categorie ci sono dei vantaggi fiscali notevoli. Il 75% dei costi per alimenti, spesa e pasti pronti può essere detratto con l’IVA al 10% e per un massimo del 2% del fatturato.

Inoltre, a seconda della società emittrice di buoni pasto, il libero professionista e il titolare della Ditta Individuale saranno messi in grado di decidere il loro valore e il numero dei buoni pasto comprati.

Altri vantaggi dei buoni pasto elettronici per liberi professionisti e ditte individuali:

  1. Ottimizzazione della gestione amministrativa
  2. Fattura unica
  3. Semplicità nell’uso
  4. Flessibilità nella scelta

Per quanto riguarda le Partite IVA e la loro possibilità di comprare i buoni pasto con gli sgravi fiscali di cui parlavamo sopra, bisogna stare attenti al tipo di regime in cui si è.

Buoni Pasto Elettronici e Partita IVA in regime forfettario

I liberi professionisti che sono in regime forfettario non hanno diritto agli sgravi fiscali sui buoni pasto. Secondo la normativa vigente infatti le partite iva in regime forfettario non possono scaricare i costi aziendali.

Buoni Pasto Elettronici e Partita IVA in regime ordinario

I Buoni Pasto Elettronici invece sono disponibili con le agevolazioni fiscali per i possessori di P.IVA con regime ordinario. L’IVA al 10% è detraibile e si può dedurre il 75% delle spese per gli alimenti e per i pasti pronti fino ad un massimo del 2% del fatturato.
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Buoni pasto stage e apprendistato: i buoni pasto spettano anche agli stagisti?

I Buoni pasto sono defiscalizzati per azienda e lavoratori quando esiste un contratto. Per quanto riguarda stage e tirocini, pur non essendo un rapporto di lavoro subordinato, esistono dei contratti stabiliti su progetti formativi.

I buoni pasto quindi sono defiscalizzati anche per i lavoratori con contratti di stage o apprendistato.

Anzi, molte aziende decidono di erogare buoni pasto ai propri stagisti per rendere più sostenibili questi tipi di contratti di formazione in azienda. I benefit per la pausa pranzo sono molto ambiti dai più giovani e risultano quindi per le aziende un’ottima strategia di employee retention (leggi 7 strategie vincenti per aumentare l’Employee Retention) e di talent acquisition.

Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa

Detrazioni Buoni Pasto: tutta la normativa

Scopri come funziona la deducibilità sui buoni pasto per aziende, ditte individuali e possessori di p.iva

Le detrazioni buoni pasto sono il principale vantaggio di questi voucher e in questo articolo esploreremo la normativa vigente. Specifichiamo che i buoni pasto sono dei voucher deducibili e con una tassazione agevolata. I ticket restaurant servono alle aziende, alle ditte individuali e ai possessori di p.iva per rimpiazzare il servizio di mensa o per comprare pasti pronti e generi alimentari detraendo le tasse.

Se stai cercando dei fornitori leader di mercato e vorresti un preventivo gratuito visita “i migliori fornitori di buoni pasto”.

Normativa sulle detrazioni buoni pasto 2021

Per quanto riguarda la normativa vigente sulla deducibilità dei buoni pasto bisogna citare alcune fonti.

Il primo è l’Articolo 51 del T.U.I.R, cioè il Testo Unico delle Imposte sui Redditi; tale articolo regola il massimale di esenzione dei ticket restaurant.

Il secondo invece è il Decreto n. 122 del 7/06/17; tale decreto invece ha al suo interno:

  • le indicazioni sulla relazione tra chi eroga i buoni pasto e gli esercenti convenzionati che erogano il servizio sostitutivo di mensa;
  • le differenze in materia fiscale tra il buono pasto cartaceo e il buono pasto elettronico;
  • stabilisce le categorie di lavoratori che hanno il diritto a ricevere i ticket restaurant.

Infine da citare i CCNL, cioè i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro che definiscono se i datori di lavoro sono obbligati o no ad erogare buoni pasto ai lavoratori con quel particolare CCNL.

Seguendo gli aggiornamenti fatti con la Manovra di Bilancio 2020 e ancora validi nel 2021 troviamo una variazione nelle soglie di deducibilità dei ticket:

  • I buoni pasto cartacei hanno subito una diminuzione della soglia: da 5,29€ a 4€.
  • I buoni pasto elettronici hanno subito un aumento della soglia: da 7€ a 8€.
Le suddette normative valgono per qualunque impresa, sia per le PMI che per le grandi multinazionali. Per quanto riguarda invece le imprese individuali e i liberi professionisti, ci sono dei cavilli da prendere in considerazione se si vuole davvero avere un’idea della deducibilità dei buoni pasto e se conviene comprarli.

Nei prossimi paragrafi andremo nel dettaglio dei vantaggi fiscali per ognuna delle categorie sopra menzionate.

Detrazione Buoni Pasto: IRES, IRAP e IRPEF

Con i buoni pasto si possono dedurre le spese ai fini delle imposte dirette: IRAP/IRES/IRPES. Tale deducibilità dipende dalla collocazione nel bilancio di tali spese: al fine della deducibilità i costi vanno inseriti nella voce B.7 “Costi per servizi”.

In ogni caso bisogna che i datori di lavoro/liberi professionisti/ditte individuali stiano attenti alla tipologia dei buoni pasto emessi ed erogati. Infatti a seconda della tipologia (cartacei/elettronici) ci sono diversi massimali di esenzione. Se si dovesse uscire da le cifre stabilite, l’eccedenza sarebbe tassabile secondo il regime fiscale ordinario perché concorrerebbe a formare reddito da lavoro dipendente.

Buoni pasto vantaggi fiscali per aziende

Per le aziende erogare buoni pasto ai dipendenti significa risparmio sui costi del personale. Anche per i dipendenti ci sono enormi vantaggi fiscali. Abbiamo già evidenziato la legge in materia. Riassumendo:

  • 100% di detraibilità sul costo dei buoni pasto.
  • IVA al 4%.
  • Esenzione da oneri previdenziali.

Per quanto riguarda a chi possono essere erogati i buoni pasto, troviamo che tutti i lavoratori (dipendenti full time, part-time, dirigenti, collaboratori) possono ricevere i ticket restaurant.

Alcune regole in più si applicano per i dipendenti part-time. Infatti per questa categoria la normativa prevede che si possano erogare buoni pasto solo se il loro orario di lavoro coincide con le pause fatte per i pasti principali.

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Buoni pasto vantaggi fiscali per ditte individuali

Erogare buoni pasto non è conveniente solo per le aziende. Anche le ditte individuali infatti possono risparmiare molto prendendo i ticket restaurant per il loro business.

In questo caso però non sarà possibile usufruire dell’IVA al 4% ed anche le pratiche amministrative subiscono un cambiamento nella modalità di deduzione.

Per chi non ha dipendenti quindi la normativa segue i seguenti atti:

  • Legge 6 agosto 2008, n. 133
  • Circolare n 53/e del 5 settembre 2008
  • Circolare n° 6/e del 3 marzo 2009

In sostanza si prevede che si possa detrarre il 75% dei costi e totalmente IVA anche se al 10% come da d. l.  112/2008, art. 83, comma 28 bis (e non al 4% come avviene per le aziende) fino ad un massimo uguale al 2% del fatturato totale.

Buoni pasto vantaggi fiscali per possessori di p.iva

Per i possessori di p.iva la legislazione è più o meno uguale e segue gli stessi atti di cui sopra. Anche in questo caso infatti si prevede la detrazione dell’IVA (al 10% e non al 4%) e il 75% delle spese sul 2% del fatturato.

Differenziamo però in questo caso tra i due regimi (ordinario e forfettario) di p.iva.

Detrazioni Buoni Pasto per p.iva a regime forfettario

I possessori di p.iva a regime forfettario non possono scaricare le spese che sostengono per il loro business. Ciò comprende i buoni pasto, ma anche il costo del carburante. Le p.iva forfettarie per legge possono detrarre solo i contributi previdenziali.

Scegliere questo tipo di regime è sicuramente conveniente per tutta una serie di facilitazioni, ma per quanto riguarda i buoni pasto non è possibile detrarre il loro costo.

Detrazioni Buoni Pasto per p.iva a regime ordinario

In questo caso invece valgono tutte le norme di cui sopra e tutti i massimali di esenzione già elencati. Quindi per i possessori di una partita iva in regime ordinario prendere i buoni pasto è un’azione conveniente.
Per scoprire i migliori fornitori leggi “I migliori fornitori di buoni pasto”.