Buoni Pasto Normativa

Buoni Pasto Normativa

Cosa dice la normativa sulla deducibilità e sulla detrazione fiscale dei buoni pasto

Quando le aziende non dispongono di una mensa, la maggior parte decide di erogare i buoni pasto ai propri dipendenti. I buoni pasto sono infatti uno dei benefit più diffusi nelle aziende, ma possono rivelarsi molto utili anche per ditte individuali e liberi professionisti grazie alla normativa buoni pasto che risulta essere veramente vantaggiosa.

Quando le aziende non dispongono di una mensa, la maggior parte decide di erogare i buoni pasto ai propri dipendenti. I buoni pasto sono infatti uno dei benefit più diffusi nelle aziende, ma possono rivelarsi molto utili anche per ditte individuali e liberi professionisti grazie alla normativa buoni pasto che risulta essere veramente vantaggiosa.

Scopriamo insieme la normativa fiscale e le regole per la deducibilità dei buoni pasto per aziende, ditte individuali e liberi professionisti.

Se invece stai cercando dei fornitori affidabili e vorresti ricevere un preventivo gratuito visita “i migliori fornitori di buoni pasto”.

Buoni pasto normativa: cosa sono i buoni pasto

I buoni pasto sono dei benefit che o vengono erogati dalle aziende ai propri dipendenti oppure vengono acquistati dalle ditte individuali e liberi professionisti per il loro business.

Essendo considerati un’integrazione al reddito e non parte di esso, i ticket restaurant rientrano nella categoria dei flexible benefit. Tale classificazione rende i buoni pasto una soluzione estremamente vantaggiosa da punto di vista fiscale.

Buoni pasto normativa in vigore

La tassazione dei buoni pasto viene regolata dalle seguenti normative e leggi:

  • L’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (T.U.I.R.): regola il tetto massimo di esenzione dei buoni pasto.
  • Il Decreto numero 122 del 7 giugno 2017: stabilisce quali categorie di lavoratori possono ricevere i buoni pasto, chi può erogarli e stabilisce le differenze tra buono pasto elettronico e cartaceo. Inoltre regola la relazione tra gli esercizi commerciali e i fornitori di buoni pasto.
  • I CCNL (Contratti collettivi nazionali del lavoro): legiferano sull’obbligatorietà o meno dei buoni pasto per alcune categorie di lavoratori.
Notiamo due cose rispetto a queste tre normative:

  • Sono state redatte principalmente per le imprese, infatti valgono e sono applicabili ad ogni tipo di azienda anche a prescindere dalla loro dimensione. Alcune eccezioni però possono valere per imprese individuali e persone con p.iva. Ad esempio per le p.iva a regime forfettario i buoni pasto non sono deducibili. Per sapere di più: “Buoni pasto per i titolari di P.IVA: convengono davvero?”.
  • Ogni anno ci possono essere modifiche applicate alle suddette normative che modificano le soglie di esenzione o ne estendono l’uso.

Buoni pasto normativa: Caratteristiche fiscali e non

Nell’Articolo 2 del Decreto numero 122 del 2017 viene dettagliatamente definito il concetto di buono pasto. Secondo la legge italiana il buono pasto è il documento che legittima il titolare a ricevere servizi di sostituzione di mensa per il valore riportato sul buono. Inoltre tale documento prova l’avvenuta prestazione dell’esercizio convenzionato ai fornitori che emettono i buoni pasto.

 

Nell’Articolo 4 dello stesso Decreto invece vengono elencate le caratteristiche che necessariamente un buono pasto deve avere per essere tale:

 

  1. Devono provare l’avvenuta prestazione del servizio sostitutivo di mensa (somministrazione di alimenti e bevande).
  2. Devono essere utilizzati esclusivamente dai lavoratori subordinati o anche con un rapporto di collaborazione non subordinato. Sia che questi siano a tempo piano che a tempo parziale. Inoltre sono erogabili anche in caso l’orario di lavoro non comprenda la pausa pranzo.
  3. Non sono cedibili a terzi.
  4. Sono utilizzabili sono per l’interezza del loro valore.
  5. Cumulabili fino ad 8 buoni.
  6. Non sono commercializzabili.
  7. Non sono convertibili in denaro.
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Buoni pasto normativa: A chi spettano i buoni pasto

Seguendo i decreti e le normative elencate nel paragrafo precedente, i buoni pasto non sono obbligatori. Ciò significa che le aziende, a meno che non sia stabilito diversamente nel CCNL di riferimento, non sono obbligate ad erogare buoni pasto ai propri dipendenti.

In caso però il CCNL di riferimento lo imponga o il datore voglia farlo, i buoni pasto possono essere erogati a tutta la forza lavoro assunta sia a tempo determinato che indeterminato, sia full time che part time. L’aspetto imprescindibile per l’erogazione è ovviamente la presenza di un contratto di lavoro regolare. Se il datore di lavoro volesse erogare i buoni pasto solo ad una parte della propria forza lavoro, bisogna che questa parte di lavoratori sia in qualche modo omogena.

Un’altra domanda comune è se i buoni pasto possono essere erogati anche quando l’orario di lavoro non prevede l’orario della pausa pranzo. La risposta è certamente possono essere erogati, anche se bisogna prestare attenzione all’unica eccezione: i dipendenti part-time. Infatti per erogare buoni pasto ad un dipendente in part-time, bisogna che il suo orario lavorativo comprenda i principali pasti o che la distanza casa-lavoro non permetta al dipendente di rincasare in tempo per i pasti.

Buoni pasto normativa: deducibilità fiscale 2021

Ogni anno gli enti governativi possono modificare le norme riguardanti i buoni pasto attraverso le Leggi di Bilancio. Nel 2021, a seguito delle modifiche della Legge di Bilancio del 2020 troviamo che:

1) La soglia di esenzione dei buoni pasto è stata raddoppiata da 258,13€ a 516,46€.

2) La soglia della deducibilità dei buoni pasto elettronici è stata aumentata da 7€ a 8€.

3) La soglia della deducibilità dei buoni pasto cartacei è stata diminuita da 5,29€ a 4€.

Tali nuove disposizioni vanno nella direzione di incentivare l’utilizzo dei buoni pasto e di incentivare soprattutto l’utilizzo di quelli elettronici. Per sapere di più sull’argomento “Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico”.

Pausa pranzo in azienda: buoni pasto o distributori?

Pausa pranzo in azienda: buoni pasto o distributori?

Che tu sia il titolare di un’impresa, un libero professionista o un dipendente sai benissimo quanto è importante la pausa pranzo per ricaricare le energie.

Ma hai mai pensato a quali sono le opzioni per sfruttarla al meglio?

Continua a leggere per 2 sane e gustose alternative

La pausa pranzo un momento di relax

I dottori concordano su quanto sia importante avere tempo per fare una pausa pranzo rilassante e soddisfacente in ufficio. Ciò permetterebbe ai lavoratori, compresi i titolari, di riposarsi dopo la prima parte della giornata e di affrontare meglio la seconda parte.

Di frequente però gli impegni lavorativi, le call che durano più del previsto e la fretta di finire le mansioni della mattina non permettono una pausa pranzo ottimale.

Organizzandosi bene e con i giusti tool tuttavia si può migliorare sensibilmente la pausa pranzo di tutto l’ufficio.

Pausa pranzo regolamentazione

Grazie al dgls n. 66/2003 la pausa pranzo è un diritto sancito dalla legge ed è prevista quando l’orario di lavoro eccede le 6 ore continuative. Secondo la normativa vigente, la durata minima per la pausa è 10 minuti ed è definita in molti casi dal CCNL di riferimento dei dipendenti. Quando tale indicazione non è presente sul contratto invece è il datore di lavoro che stabilisce durata e orario. Per gli operai di solito si tratta di mezz’ora mentre per gli impiegati mediamente viene prevista un’ora di pausa tra le 13:00 e le 14:00.

Pausa pranzo e alimentazione sana

Per molti avere solo un’ora o addirittura solo mezz’ora a disposizione significa dover mangiare fuori e velocemente tutti i giorni. Per questo motivo spesso i lavoratori ricadono su scelte poco salutari e pasti pronti di scarsa qualità.

Tale pratica può, a lungo andare, danneggiare la salute delle persone che ne risentiranno non solo nella propria vita privata ma anche quella lavorativa sarà intaccata. I lavoratori devono quindi stare attenti ai pasti consumati in ufficio e i datori di lavoro devono essere in grado di fornire le opzioni migliori per far sì che i propri dipendenti siano sempre produttivi e al massimo delle loro forze.

Un consiglio per i lavoratori e sicuramente quello di prediligere cibi naturali (frutta, verdura, legumi ecc) e di variare spesso la propria dieta. In questo modo si eviteranno tutti quei cibi che rendono letargici e appesantiscono corpo e mente. Inoltre sarebbe importante non mangiare alla scrivania davanti al pc. Allontanarsi dalla postazione infatti aiuta a rilassarsi e fare una pausa pranzo più sana.

Perché fare una pausa pranzo sana

Avere accesso e scegliere una pausa pranzo sana e gustosa ha tanti vantaggi sia per il dipendente stesso che per l’azienda per cui lavora. Vediamone alcuni:

  1. Incremento della concentrazione;
  2. Riduzione dello stress;
  3. Miglioramento dell’umore;
  4. Aumento della produttività;
  5. Maggiore capacità di lavorare in gruppo;
  6. Relazioni più positive con i colleghi;
  7. Maggiore inclinazione alla risoluzione dei problemi.

Le 2 opzioni per una pausa pranzo sana e conveniente

Anche i datori di lavoro possono fare la loro parte per migliorare non solo la qualità della pausa pranzo dei dipendenti ma anche la loro. Nei prossimi paragrafi proporremo due alternative sane e gustose per una pausa pranzo in ufficio che migliori la produttività generale e contenga i costi.

Foorban: il distributore automatico per una pausa pranzo gustosissima

Foorban è la soluzione quando si vuole coniugare praticità e gusto in pausa pranzo. Questa azienda infatti nasce con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti pasti sani ma pronti.

Avere un Foorban Fridge in ufficio vuol dire dotare la sala relax di un frigo smart (che occupa circa un metro quadrato) da cui si possono acquistare tramite un QR code o un’app pasti pronti. La caratteristica unica di questa offerta è la ricerca e la qualità con cui vengono creati e cucinati i piatti. Infatti con l’aiuto di uno chef nutrizionista, Foorban propone solo cibi di stagione, vari e soprattutto sempre completi.

Un datore di lavoro che sceglie Foorban sceglie uno stile di vita sano per sé e per i propri dipendenti. Inoltre migliorerà notevolmente la propria immagine aziendale rendendosi più appealing per nuovi collaboratori di talento.

Buoni pasto: i tickets per una pausa pranzo conveniente

Un’altra opzione che si presenta ai datori di lavoro è quella di erogare ai propri dipendenti i buoni pasto. Questi sono dei ticket che si sostituiscono al servizio di mensa e che sono estremamente convenienti per le aziende che li erogano grazie agli sgravi fiscali previsti per i buoni pasto. Inoltre in questo modo i dipendenti potranno scegliere una serie di locali convenzionati che propongono anche pasti salutari senza avere il problema del costo troppo alto.

A seconda delle esigenze dei dipendenti ci sono molti fornitori tra cui le aziende possono scegliere. 3 tra i più affidabili e diffusi sono:

  1. Day Buoni Pasto del fornitore Up Day.
  2. Buoni Pasto Yes Ticket del fornitore Yes!Ticket
  3. Tickets Restaurant Edenred del fornitore Edenred.

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Buoni pasto elettronici: la normativa del pos unico

Oggi i buoni pasto sono disponibili in due versioni: buoni pasto cartacei e buoni pasto elettronici. I vantaggi sono innumerevoli a prescindere dalla versione scelta infatti per i titolari erogarli significa risparmiare il 45% sul costo del personale.

Continua a leggere per scoprire i vantaggi fiscali dei buoni pasto elettronici e la nuova normativa sul pos unico.

I Buoni Pasto elettronici sono meglio dei cartacei?

I buoni pasto sono sinonimo di comodità per i lavoratori full time che non hanno accesso ad una mensa interna sul posto di lavoro. Con questi ticket è possibile avere accesso ad una moltitudine di prodotti come pasti pronti, delivery o generi alimentari nei supermercati.

I buoni pasto sono infatti uno dei benefit più graditi dai dipendenti e sempre più le aziende li erogano come forma di integrazione al reddito.

I buoni pasto sono disponibili in due modalità:

  1. Versione cartacea: un carnet con vari ticket di carta.
  2. Versione elettronica: una carta simile ad un bancomat che contiene il valore dei buoni pasto.

Quelli elettronici beneficiano di più sgravi fiscali di quelli cartacei. Questo perché il governo vuole incentivare l’utilizzo di sistemi di pagamento trasparenti e tracciabili (nei prossimi paragrafi vedremo nello specifico la normativa che regola la defiscalizzazione dei buoni pasto elettronici).

Ma nonostante siano più vantaggiosi, sono i meno apprezzati dai lavoratori.

Vediamo perché.

Buoni pasto elettronici: perché non sono diffusi

Il motivo principale per cui i buoni pasto elettronici non sono così apprezzati dai lavoratori delle aziende italiane è che sono pochi i locali convenzionati dotati delle tecnologie giuste per accettarli. In pratica ogni marca di buono pasto richiede il suo pos specifico e questo è sicuramente un peso per gli esercenti. Infatti gli esercenti convenzionati dovrebbero dotarsi di molti lettori di card per poter accettare tutte le marche di buoni pasto in circolazione. Tale questione rende così una formula di ticket vantaggiosa fiscalmente molto scomoda da usare.

Buoni pasto elettronici: la svolta del pos unico

Il 10 settembre 2020 il Parlamento ha approvato il Decreto sviluppo (decreto-legge 16 luglio 2020) in cui è contenuta la legge di conversione. In tale legge è contenuta un’importante novità in merito ai buoni pasto elettronici.

Finalmente infatti i locali potranno accettare i ticket elettronici di qualunque fornitore di buoni pasto con un unico dispositivo. Gli esercenti non sono quindi più costretti a possedere diversi pos e possono, attraverso l’acquisto di uno universale, essere in grado di leggere e incassare ogni tipo di buono pasto elettronico.

Questa legge è quindi un enorme passo avanti verso una modalità di pagamento sicura e trasparente anche se per adesso non sono chiari i tempi di questo passaggio.

Buoni pasto elettronici: la normativa fiscale

A prescindere però dall’implementazione del pos unico, parlavamo prima dei vantaggi fiscali che le aziende e gli utilizzatori hanno quando decidono di scegliere i buoni pasto elettronici al posto di quelli cartacei.

Vantaggi per le imprese

  1. L’IVA dei ticket elettronici è al 4%.
  2. I ticket elettronici sono totalmente deducibili (100% di deducibilità).
  3. Miglioramento del clima aziendale.
  4. Aumento della produttività dei lavoratori.
  5. Pausa pranzo senza vincoli di orari.

Vantaggi per possessori di partita IVA

  1. L’IVA dei ticket elettronici è detraibile ed è al 10%.
  2. Il buono pasto non fa aumentare le trattenute nella busta paga.
  3. Le spese per i buoni pasto elettronici sono scaricabili al 75% e l’IVA invece è scaricabile con il tetto massimo del 2% calcolato sul fatturato annuale.

Per beneficiare dei suddetti sgravi fiscali il datore di lavoro o il libero professionista sarà vincolato ad erogare un massimo di buoni pasto. Più precisamente il tetto è impostato a 80 euro al mese per lavoratore.

Tickets Restaurant Edenred: scopri come funzionano

Buoni pasto elettronici: 3 fornitori affidabili

Sul mercato sono presenti innumerevoli fornitori di buoni pasto. Scegliere tra così tanta offerta non è semplice. Ti proponiamo adesso 3 tra le più affidabili società di ticket per la pausa pranzo.

1) Ticket Restaurant Edenred

Come leader di mercato troviamo Edenred e i suoi ticket chiamati Ticket Restaurant Edenred. Il principale vantaggio di scegliere questo fornitore è sicuramente l’ampiezza della sua rete di locali convenzionati. Fornire ai propri dipendenti i Ticket Restaurant li farà sicuramente felici e li motiverà proprio perché essi potranno scegliere tra oltre 150.000 locali tra cui delivery, osterie, takeaway e pizzerie.

2) Day Buoni Pasto

Un altro tra i fornitori più famosi è Up Day. In questo caso la scelta per il lavoratore si riduce ma non di molto. Infatti la rete di esercenti convenzionati è comunque ampia con oltre 110.000 locali sparsi in tutto il territorio italiano.

3) Yes Ticket

L’ultima opzione è quella di Yes!Ticket. Società relativamente giovane che però non pecca in qualità. Sicuramente questa scelta è ottima per tutte quelle aziende che hanno bisogno di flessibilità. Un altro pregio è la possibilità di tracciare tutti i pagamenti e la gestione da remoto.

I migliori buoni pasto: scopri i massimali di esenzione

I migliori buoni pasto: scopri i massimali di esenzione

Sei un titolare d’azienda o un possessore di partita IVA? Vuoi risparmiare, ma allo stesso tempo erogare servizi utili in grado di migliorare il clima aziendale e la produttività di lavoratori e collaboratori? Scopri i migliori buoni pasto.

Scopri la normativa fiscale dei buoni pasto ad essi collegata. Come sono gestiti da un punto di vista legislativo? Quali vantaggi garantiscono? Leggi di più nei prossimi paragrafi.

I migliori buoni pasto: fringe benefit o flexible benefit?

I buoni pasto sono considerabili come una forma di fringe benefit, sono cioè delle integrazioni aggiuntive al reddito base del singolo lavoratore. Per questo motivo, se il loro importo non supera le soglie prescritte dalla legge, i buoni sono esenti da tasse. Nel caso in cui questo importo invece superi la soglia prescritta, la differenza sarà aggiunta nella busta paga del lavoratore che sarà chiamato a pagare imposte e contributi relativi.

I fringe benefit però non sono gli unici benefit che i datori di lavoro possono erogare. Un’altra categoria sono i flexible benefit. Questi sono, diversamente dai fringe benefit, totalmente esenti da tasse e contributi. Tale defiscalizzazione deriva dal fatto che vengono considerati come complementari al reddito e non un’integrazione.

Le caratteristiche dei migliori buoni pasto

I buoni pasto sono dei voucher che integrano il reddito dei dipendenti. Questi pertanto sono un’agevolazione in quanto aumentano il potere d’acquisto dei lavoratori e non incidono sulle casse dei titolari e delle aziende. In parole povere, un titolare che eroga buoni pasto ai propri dipendenti potrà ottenere un risparmio di più o meno il 45% sulle spese per i propri dipendenti e collaboratori.

Per quanto riguarda chi può riceverli, hanno diritto a questo fringe benefit tutti coloro che sono dipendenti full time o part time. Inoltre sono inclusi anche i possessori di P.IVA. Di solito ad ogni dipendente spetta un buono pasto per ogni giorno lavorato.

Spontaneamente, data la recente pandemia, nasce la domanda: e se i miei dipendenti sono in smart working? Nessun problema, la legge prevede che i buoni pasto siano erogati anche a tutti coloro che adottano la formula di lavoro agile “da casa”.

I migliori buoni pasto: la normativa che regola la tassazione

Essendo i buoni pasto considerabili come dei fringe benefit, questi seguono le regole di tassazione descritte precedentemente. Se non superano la soglia prescritta dalla legge italiana quindi, i migliori buoni pasto si rivelano totalmente esentasse, in caso contrario questi vengono inseriti nel reddito del lavoratore e perciò tassati regolarmente.

Per quanto riguarda le soglie massime entro le quali i ticket rimangono esentasse, nel 2021 sono queste:

  1. Per i voucher cartacei la soglia è stabilita a 4 euro.
  2. Per i voucher elettronici la soglia è stabilita a 8 euro.

I buoni pasto nascono nel formato cartaceo, tuttavia dal 2012 i ticket restaurant elettronici stanno prendendo il sopravvento. Ciò è tale per svariati motivi. Uno di questi è deducibile con un primo sguardo alla tabella precedente. I migliori buoni pasto elettronici risultano quindi essere la versione più incentivata dal governo italiano e la più defiscalizzata, grazie ad un massimale più elevato e dunque una migliore spendibilità.

Tale decisione ha le sue radici nella volontà di rendere le aziende italiane più trasparenti e sempre più digitali. La digitalizzazione è infatti un punto chiave del progresso e usare metodi di pagamento elettronici e tracciabili è decisamente un passo verso questa direzione.

La storia dei primi e migliori buoni pasto

Correva l’anno 1954 quando delle aziende locate in Gran Bretagna decisero di utilizzare per la prima volta i buoni pasto. Pagare con dei biglietti di carta che non fossero moneta corrente per quel tempo deve essere stata una vera rivoluzione innovativa, infatti anche John R. Hack si incuriosì.

Quest’uomo d’affari inglese farà la storia perché fonderà una delle prime società di buoni pasto: la “Luncheon Vouchers Ltd” che aprì nel 1955 e che divenne poi nel 1999 “Accor Services”. L’intuizione fu geniale considerate anche le condizioni socio-economiche del Regno Unito nel secondo dopo guerra. Le aziende facevano fatica a pagare i loro dipendenti e usufruire dei servizi dell’allora Luncheon Vouchers Ltd era sicuramente un modo per aiutare i lavoratori a sbarcare il lunario.

Il sistema di questi biglietti di carta per il pranzo fu talmente di successo che il governo inglese decise di defiscalizzarli. In questo modo si creò un vero e proprio business intorno ai buoni pasto. Infatti alla fine del 1957, cioè solo 3 anni dopo la fondazione della Luncheon Vouchers Ltd, le aziende inglesi che li usavano erano più che raddoppiate: da 3500 a 8000.

La storia dei migliori buoni pasto in Italia

In Italia invece i ticket per la pausa pranzo arrivano con una ventina di anni di ritardo rispetto al Regno Unito. Iniziano infatti a diffondersi verso la metà degli anni Settanta. Come in altri paesi, questi buoni hanno riscosso immediatamente un grande successo e ad oggi quasi la metà di dipendenti totali (11 milioni) li riceve e li usa per mangiare fuori durante la pausa pranzo o per fare la spesa.

Come ordinare i buoni pasto per i tuoi collaboratori

Come ordinare i buoni pasto per i tuoi collaboratori

Ordinare i buoni pasto è un processo semplice e molto vantaggioso sia per i titolari che per i possessori di P.IVA. Inoltre sia da un punto di vista fiscale che di produttività erogarli è una mossa vincente.

Cosa sono i buoni pasto

Il buono pasto è un ticket (cartaceo o elettronico) che i datori di lavoro comprano ed erogano ai propri dipendenti o collaboratori. Anche i liberi professionisti però possono usufruire di questi buoni e trarne innumerevoli vantaggi.

In caso una ditta non sia dotata di una mensa aziendale, i ticket restaurant sono la soluzione ideale per sostituirla. Inoltre, è da notare che alcuni CCNL obbligano i datori di lavoro ad erogarli ai propri dipendenti.

Dal punto di vista dei lavoratori, questa integrazione al reddito permette di comprare facilmente generi alimentari e pasti pronti, quindi riduce lo stress e migliora la loro qualità di vita.

Buoni pasto in versione cartacea o elettronica

Come accennavamo i buoni pasto sono disponibili in ben due versioni, entrambe senza nessun obbligo di riacquisto e vantaggiose a loro modo:

  1. Versione Cartacea: in questo caso il lavoratore riceve un carnet, cioè un blocchetto da cui ogni volta si staccano il numero di buoni che servono e che possono essere usati immediatamente.
  2. Versione Elettronica: in questo caso il lavoratore riceve una carta elettronica prepagata che deve essere ricaricata dall’azienda ogni mese e che può essere usata nei locali convenzionati come una normale carta di credito.

Vantaggi fiscali dei buoni pasto

A prescindere dalla forma in cui i ticket vengono erogati, questi non sono considerati reddito dipendente e per questo sono esenti da tasse e da contribuiti previdenziali.

Per le aziende e per i possessori di P.IVA i vantaggi fiscali sono molti:

  1. Deducibili fino a 4 euro in caso di ticket cartaceo e 8 euro in caso di ticket elettronico.
  2. Esclusi dal calcolo del TFR.
  3. IVA detraibile al 100%.

Buoni pasto: dal fornitore al consumatore

Ordinare e distribuire i ticket per la pausa pranzo è un processo semplice che coinvolge quattro soggetti:

 

  1. Fornitore: azienda che vende i buoni pasto e si occupa della presa in carico delle richieste dei datori di lavoro, nonché della stampa e dell’invio.
  2. Aziende pubbliche, private e possessori di partiva IVA che acquistano i buoni pasto per loro stessi o per consegnarli ai propri dipendenti come forma di fringe benefit.
  3. Dipendenti e lavoratori che li ricevono e che possono spenderli per generi alimentari in tutti gli esercenti convenzionati.
  4. Esercenti convenzionati: ristoranti, alimentari, supermercati, food delivery che hanno stipulato un accordo con i fornitori.

Dove spendere i buoni pasto

Come abbiamo appena visto non tutti gli esercenti sono convenzionati con tutte le marche di ticket. Per essere sicuri di star fornendo la migliore esperienza di acquisto, si può optare per il fornitore con la rete di esercenti convenzionati più grande. Questo darà ai dipendenti maggior potere di acquisto e scelta.

In generale, i buoni pasto si possono spendere in:

  1. Supermercati;
  2. Gastronomie;
  3. Coltivatori diretti;
  4. Bar;
  5. Ristoranti;
  6. Pizzerie

E molto altro come ad esempio l’innovativo Foorban Fridge. Un frigo per la pausa pranzo in ufficio sana, gustosa e sostenibile. Questa alternativa permette ai dipendenti di comprare, anche attraverso alcune marche di ticket restaurant, pasti pronti direttamente in ufficio. Le caratteristiche principali del Foorban Fridge è la qualità dei prodotti che sono sia salutari che buonissimi.

Alcuni dei principali fornitori di buoni pasto

I fornitori di buoni pasto non sono tutti uguali e scegliere a quale affidarsi per ordinarli ed erogarli ai propri dipendenti può essere impegnativo.

Di seguito ti forniamo tre opzioni:

Buoni Edenred

I Ticket Restaurant Edenred sono i buoni pasto dell’azienda Edenred che leader di mercato per questo servizio. Il vantaggio maggiore è la grande rete di esercenti convenzionati presente sul territorio italiani: oltre 150.000 locali.

Questi buoni pasto sono pratici e semplici. Sono infatti la soluzione ideale per evitare un accumulo di scontrini e fatture a fine mese ma comunque detrarre l’IVA.

Day Buoni Pasto

I Day Buoni Pasto offrono invece una rete di oltre 110.000 locali convenzionati in Italia e sono cumulabili giornalmente fino ad 8. Ordinare i buoni con questa azienda è semplice grazie al e-commerce dedicato.

Day fornisce due opzioni:

  1. Buono Pasto Elettronico: riunisce i buoni pasto in una comoda carta o direttamente su un’app specifica.
  2. Buono Pasto Elettronico Economy: si tratta di un servizio di mensa diffusa che permette agli utilizzatori di usufruire di servizi concordati con alcuni esercenti.

Buoni Yes ticket

Yes!Ticket è la carta elettronica sostitutiva dei ticket cartacei offerta da Yes Ticket. Per i ticket elettronici infatti la soglia di esenzione da oneri fiscali è di 8 euro al giorno. Questo rende i buoni elettronici i più convenienti sul mercato.

Per quanto riguarda la gestione, Yes Ticket mette a disposizione un portale dedicato da cui monitorare ordini, spese e ricevere assistenza.

Yes Ticket ha due opzioni per quanto riguarda i Buoni Pasto Elettronico: il BPE chiamato Ricaricabile e il BPE chiamato Mensa Diffusa.