I buoni pasto possono aiutare le aziende a risparmiare sul costo del personale e a migliorare la qualità delle pause dei loro dipendenti. Proprio per questo sono uno dei benefit più desiderati e più utilizzati all’interno dei business.

Non solo aziende, ma anche liberi professionisti e titolari di ditte individuali che li acquistano per se stessi e per il loro business. La normativa fiscale che regola i voucher per la pausa pranzo è vantaggiosa e permette di abbattere i costi di gestione di un’attività, sia essa un’impresa o un business di un libero professionista.

Continua a leggere per scoprire i limiti di esenzione, le detrazioni buoni pasto e la normativa fiscale specifica per ogni tipologia di business.

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Buoni pasto per ditta individuale, aziende e liberi professionisti

Il buono pasto è tra i benefit aziendali più richiesti e più apprezzati per la sua flessibilità e la sua indiscussa utilità. Presentando i voucher o la tessera elettronica è possibile acquistare generi alimentari e pasti pronti in tutti gli esercenti convenzionati (tra cui supermercati, bar, tavole calde…).

Il buono pasto è un’integrazione al reddito defiscalizzata e anche un libero professionista o ditta individuale li possono utilizzare per se stessi e per i propri collaboratori. Infatti i ticket per la pausa pranzo non solo vantaggiosi e convenienti per le grandi aziende con molti dipendenti, ma anche per piccole imprese, liberi professionisti e ditte individuali. Per agevolare tali categorie, esse avranno la possibilità di scegliere il numero di buoni da emettere ed anche il loro valore in modo da non sprecare denaro e buoni ed avere sempre un servizio personalizzato.

Nei prossimi paragrafi andremo nel dettaglio della normativa fiscale e dei vantaggi dei ticket restaurant per aziende, titolari di P.IVA e ditte individuali.

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Buoni pasto per aziende e dipendenti

La gestione dei dipendenti, in particolare della loro pausa pranzo, può essere complessa e onerosa. L’indennità in busta paga, che di solito viene erogata quando manca una mensa aziendale interna, non è deducibile e dunque molto costosa per le imprese.

Una delle soluzioni più apprezzate dai datori di lavoro e dai dipendenti sono i buoni pasto. Tali voucher sono infatti deducibili e esenti da oneri previdenziali e fiscali entro 8 euro al giorno per dipendente per i buoni elettronici e digitali, entro 4 euro al giorno per dipendente per i buoni cartacei.

Per le aziende i buoni sono:

  • 100% deducibili
  • IVA al 4% detraibile.

Buoni pasto per ditta individuale e liberi professionisti

Buoni pasto per ditta individuale: i ticket pasto possono essere utilizzati anche da liberi professionisti, freelancer, agenti di commercio, soci, amministratori e ditte individuali. Ciò a seguito dell’entrata in vigore del Decreto 122/2017 e della specifica dell’Anseb che ha pubblicato una circolare specificando che anche queste categorie di lavoratori possono utilizzare i buoni pasto.

La normativa fiscale prevede gli stessi massimali di esenzione: 8 euro per i buoni elettronici e digitali; 4 euro per i buoni cartacei. Per queste categorie però l’IVA è al 10% ed è possibile detrarre il 75% delle spese e l’IVA fino ad un massimo del 2% del fatturato annuale.

NB: quando parliamo di ticket restaurant per liberi professionisti, dobbiamo specificare che parliamo solo di partite IVA in regime ordinario. Chi è il titolare di una P.IVA in regime forfettario infatti non può scaricare i costi aziendali e dunque non può scaricare neanche le spese dei buoni pasto. Per saperne di più clicca qui.
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Come pagare meno tasse ditta individuale: buoni pasto

Buoni pasto per ditta individuale: i riferimenti normativi che legiferano sulla fiscalità dei buoni pasto per liberi professionisti e ditte individuali sono:

  • Decreto Legge n.122 del 25 giugno 2008 e successivamente la Legge n. 133 del 6 agosto 2008;
  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008;
  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 6/E del 2009;

Come già specificato, le normative prevedono che i costi sostenuti per l’acquisto di alimenti e bevande possano essere dedotti fino al 75% per un importo che non può superare il 2% del fatturato calcolato nel periodo d’imposta. In aggiunta l’IVA, fissata al 10%, può essere interamente detratta.

I vantaggi di utilizzare i buoni per le ditte individuali e P.IVA

Per le P.IVA e per le ditte individuali i vantaggi di utilizzare i buoni non sono solo di natura fiscale. Vediamone alcuni:

  • Facilità e semplicità di utilizzo;
  • Fattura buoni pasto: risparmio di tempo grazie alla fattura elettronica;
  • Risparmio sui costi della gestione amministrativa.

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