Quanti buoni pasto spettano al mese per dipendente?

Quanti buoni pasto spettano al mese per dipendente?

Normativa buoni pasto: quanti ticket al giorno e al mese per dipendente? E in smart working?

I buoni pasto, o ticket restaurant, sono tra i benefit aziendali più richiesti dai dipendenti e tra i preferiti dalle aziende grazie alla vantaggiosa normativa fiscale. A prescindere dalla loro forma, cartacea, elettronica o digitale, i ticket pasto sono un modo per aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti, fidelizzarli e risparmiare sul cuneo fiscale.

Ovviamente ci sono delle limitazioni nell’utilizzo, nei massimali di esenzione e nel numero di buoni che si possono ricevere ogni mese o che si possono spendere in un solo acquisto. Continua a leggere per saperne di più!

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Cosa sono i buoni pasto e qual è il loro importo

I buoni pasti sono dei titoli di pagamento che consentono ai dipendenti o ai titolari di P.IVA e ditte individuali di pagare dei servizi sostitutivi di mensa, cioè di acquistare generi alimentari o pasti pronti presso i negozi convenzionati. Bevande alcoliche, dolciumi e tutto ciò che non è un genere alimentare non potrà essere acquistato (per scoprire cosa si può e cosa non si può acquistare con i ticket restaurant clicca qui).

Il valore del servizio sostitutivo è uguale al valore facciale del buono che può essere cartaceo (ticket da staccare da un carnet e presentare in cassa); elettronico (una tessera con chip da utilizzare nei POS abilitati) o digitale (il valore dei buoni sono caricati su un’app da cui si potrà pagare).

Erogare i buoni pranzo non è un obbligo per le aziende, a meno che non sia specificato nel CCNL di riferimento o nei contratti individuali. Tuttavia, molte imprese che non possono offrire un servizio di mensa si avvalgono di questi ticket per erogare l’indennità sostitutiva di mensa, che, al contrario dei buoni pasto, non è esentasse (clicca qui per saperne di più).

Ma quanto vale un buono pasto? L’importo minimo stabilito per un ticket è di 2€, mentre il massimo è 15€. Solitamente però le aziende erogano i buoni restando all’interno dei massimali di esenzione in modo da dedurre completamente le spese.

La Legge di Bilancio del 2020, ultima variazione al 2022, prevede che i buoni pasto cartacei siano esentasse fino ad un massimo di 4€ a ticket, mentre i buoni pasto elettronici e digitali fino a 8€ a ticket.

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Quanti buoni pasto spettano ogni giorno?

Ai dipendenti che hanno diritto ai buoni pasto ne spetta uno per ogni giornata lavorativa svolta. Le aziende possono anche decidere di erogarne due al giorno o anche nei giorni non lavorativi, ma questi saranno tassati normalmente perché considerati reddito da lavoro dipendente. Allo stesso modo vengono trattate le eccedenze: se un datore di lavoro eroga un buono dal valore maggiore del massimale di esenzione, l’eccedenza verrà tassata regolarmente.

Quanti buoni pasto al mese?

Buoni pasto quanti al mese spettano ai dipendenti? Abbiamo detto che ad un lavoratore spetta un buono pasto per ogni giornata lavorata, dunque il numero di ticket che spettano in un mese varia.

Le aziende solitamente calcolano quanti giorni sono stati effettivamente lavorati nel mese precedente e procedono con l’erogazione dei buoni pasto corrispondenti.

Ricordiamo che i dipendenti in ferie, in malattia, in permesso, in congedo parentale volontario o in sciopero non ne hanno diritto. Caso a parte la questione maternità obbligatoria (clicca qui per saperne di più).
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I buoni pasto spettano anche ai lavoratori in smart working?

Sì, i buoni pasto spettano anche ai lavoratori in smart working. Un lavoratore da casa è considerato presente e ha comunque il suo monte ore da rispettare quotidianamente. Ciò significa che siccome gli è riconosciuta la giornata lavorativa allora gli possono anche essere riconosciuti i buoni pasto.

Tale considerazione è stata ulteriormente chiarita dall’Agenzia delle Entrate quando ha affermato che ai lavoratori in smartworking si deve applicare comunque la tassazione agevolata rispetto ai buoni pasto. Leggi qui per saperne di più.

Buoni pasto cumulabili: quanti buoni si possono utilizzare per fare la spesa?

Nonostante ogni lavoratore abbia diritto ad un solo buono pasto al giorno, non è obbligato ad usarlo uno per volta: i buoni pasto, infatti, si possono cumulare fino ad un massimo di 8. Non è necessario che vengano utilizzati solo nei giorni lavorativi ma possono essere spesi in qualunque momento della giornata e della settimana. Ricordiamo inoltre che i buoni non danno diritto al resto, per cui non è sempre la scelta più conveniente utilizzarli contemporaneamente. Leggi qui per saperne di più.

Guida alla pausa pranzo: dove accettano i buoni pasto?

Guida alla pausa pranzo: dove accettano i buoni pasto?

FAQ buoni pasto: quali sono i supermercati che accettano i buoni pasto? A chi spettano i ticket restaurant?

I buoni pasto sono dei voucher per la pausa pranzo che le aziende erogano ai propri dipendenti. In caso non sia presente una mensa aziendale e l’impresa non eroghi un’indennità di mensa, una soluzione defiscalizzata e comunque apprezzata dai dipendenti sono i buoni pasto. Anche i possessori di P.IVA e i titolari di ditte individuali li possono acquistare per se stessi. Nonostante i ticket pasto siano ad oggi molto diffusi rimangono delle questioni in sospeso: chi ha diritto ai buoni pasto? Dove accettano i buoni pasto che ho ricevuto? Qual è la normativa fiscale?

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande e fare chiarezza sui supermercati che accettano i buoni pasto.

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Cosa sono e come funzionano i buoni pasto

Dunque i buoni pasto sono dei benefit aggiuntivi che l’azienda può erogare volontariamente o obbligatoriamente se sono presenti nel CCNL di riferimento o sono inseriti in contrattazioni aziendali. I dipendenti che ricevono tali voucher li possono spendere presso tutta una serie di negozi ed esercenti convenzionati. Dove accettano i buoni pasto? Nei prossimi paragrafi lo scopriremo.

I ticket restaurant, altro nome comune con cui vengono appellati i buoni pranzo, esistono in tre formati:

Buoni pasto elettronici: si presentano sotto forma di bancomat. L’azienda ricarica la carta prepagata con l’importo dovuto e il lavoratore la usa comodamente dei pos abilitati.

Buoni pasto cartacei: I buoni cartacei sono invece un blocchetto di ticket da strappare e consegnare in cassa al momento del pagamento.

Buoni pasto digitali: l’ultima, e più nuova, modalità di erogazione dei buoni pasto è quella totalmente digitale. In questo caso l’utilizzatore riceverà il corrispettivo dei buoni nell’app da cui potrà anche pagare.

Come si usano i ticket per pagare dove accettano i buoni pasto?

A prescindere dalla versione con cui vengono erogati i ticket restaurant, più buoni possono essere utilizzati per pagare il costo della spesa o del pasto che si acquista. La normativa buoni pasto prevede la possibilità di cumulare fino a 8 ticket per pagamento.

In caso il costo che si deve sostenere sia minore, il resto non può essere erogato in denaro. In caso invece il costo sia maggiore del cumulo di ticket utilizzati è possibile integrare con il denaro.

I ticket pranzo non possono:

  • Essere ceduti;
  • Essere commercializzati;
  • Essere convertiti in denaro;
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A chi spettano i buoni pasto?

Buoni pasto normativa a chi spettano: i buoni pasto sono un benefit aziendale molto richiesto e apprezzato oltre che utile al fine del work-life balance. Attualmente però non esiste una normativa nazionale che imponga alle aziende di erogare questo bonus. Come sapere se si ha diritto ai buoni? Ecco una guida:

Il datore di lavoro è obbligato ad erogare i buoni pasto se tale predisposizione è scritta nel CCNL di riferimento (dove verrà esplicitata anche la modalità di erogazione e le quantità previste) o se è scritta nel contratto di assunzione. Se dei buoni pasto non se ne fa menzione in nessuno di questi due contratti allora il datore di lavoro non è obbligato a erogali.

Anche nei casi in cui i buoni sono un benefit obbligatorio ci sono delle regole su a chi spettano i buoni pasto. Ecco chi può riceverli:

  • Dipendenti full time e anche part time se l’orario di lavoro comprende le pause che coincidono con i pasti principali;
  • Collaboratori esterni che collaborano con l’azienda;
  • Madri e padri rispettivamente in maternità e paternità obbligatoria. Non vengono previsti invece per il congedo parentale facoltativo. Leggi qui per tutta la normativa sui buoni pasto in congedo parentale, maternità e paternità.

Normativa ticket restaurant: i vantaggi per imprese e dipendenti

I buoni per la pausa pranzo non costituiscono reddito da lavoro dipendente e per tale motivo sono esenti da tassazione, dall’imposta IRPEF e dai contributi previdenziali.

Buoni pasto come funziona per l’azienda o per i liberi professionisti che acquistano i buoni pasto. Ecco le normative fiscali:

  • Aziende: IVA al 4% e deducibilità del 100%.
  • IVA e Ditte individuali: IVA al 10% e deducibilità al 75% sulle spese effettuate fino al 2% del fatturato annuale.

Per saperne di più leggi “normativa buoni pasto”.

Dove accettano i buoni pasto?

I buoni pasto sono dei voucher con cui si possono acquistare solo generi alimentari e pasti pronti. La loro natura di benefit aziendale è specificatamente pensata per aiutare i lavoratori a migliorare la qualità delle loro pause pranzo o cena.

Dunque dove accettano i buoni pasto e dove si possono spendere? Principalmente in queste categorie di esercenti:

 

  • Supermercati;
  • Tavole calde;
  • Negozi di alimentari;
  • Mercati contadini;
  • Pescherie;
  • Macellerie;
  • Aziende agricole;
  • Gastronomie;
  • Bar;
  • Ristoranti;
  • Agriturismi;

Detto ciò, non tutti i negozi accettano i buoni pasto o le stesse marche di buoni. La migliore regola per capire dove accettano i buoni pasto è chiamare direttamente l’esercente a cui siamo interessati. Usualmente inoltre gli esercenti applicano all’ingresso del loro negozio gli adesivi dei marchi dei buoni pasto che accettano. Anche questo è un buon modo per scoprire chi è convenzionato nella propria zona.  Infine ultimo modo per capire dove accettano i buoni pasto è quello di informarsi direttamente dalle aziende che li emettono. Non tutti però offrono queste informazioni online.

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Buoni pasto più accettati: quale fornitore scegliere?

Non tutti i fornitori di buoni pasto sono convenzionati con gli stessi esercenti. Prima di acquistarli per i propri dipendenti è bene informarsi per erogare effettivamente un benefit utile. Per gli li riceve invece è necessario capire dove poterli spendere. Notiamo inoltre che, a seconda del formato con cui si acquistano (cartaceo, digitale o elettronico) la spendibilità sarà diversa.

Nei prossimi paragrafi faremo un elenco delle principali catene, supermercati e negozi convenzionati con i più famosi ticket pranzo.

Supermercati che accettano buoni pasto Edenred

Per i ticket restaurant, cioè i buoni pasto di Edenred, la spendibilità è veramente alta. Tra i supermercati convenzionati troviamo: Carrefour, Coop, Esselunga, Pam, Simply, Tigros, Ekom, Sisa, Cadoro, NaturaSì, Il Gigante, Crai, Picar, Puntoqui, Spesaup, Befrost e molti altri.

Quali supermercati accettano i buoni pasto Sodexo

I buoni Sodexo possono essere utilizzati praticamente ovunque. Alcuni dei brand convenzionati sono: A & O, Conad, Sisa, Simply Market, Tuodì, Coop, Caffefour, Unes e Tigros.

Day buoni pasto dove li accettano

I buoni pasto day sono accettati in oltre 110.00 negozi convenzionati in Italia. Tra questi troviamo: alcuni punti di Esselunga, Simply, Carrefour, Coop, Ipercoop, Auchan, Panorama ecc.

Dove spendere i buoni pasto elettronici Yes Ticket

Per i buoni pasto yes ticket, essendo un fornitore relativamente nuovo, non ci sono informazioni chiare in merito. Principalmente però anche questo fornitore è convenzionato con i più diffusi esercenti. Inoltre questa compagnia permette di richiedere semplicemente la convenzione di un esercente.

Normativa indennità sostitutiva di mensa e buoni pasto

Normativa indennità sostitutiva di mensa e buoni pasto

Mensa aziendale, indennità sostitutiva di mensa, mensa diffusa o buoni pasto: cosa conviene di più per dipendenti e aziende?

La pausa pranzo è fondamentale per il benessere e per la qualità delle performance dei dipendenti. Anche nel caso di smart working, il momento che i lavoratori dedicano al pasto va valorizzato da parte delle aziende. Dunque è necessario che gli addetti al personale si interroghino su come gestire la pausa pranzo, o cena in caso i propri lavoratori abbiano orari di lavoro divisi su turni. A seconda delle necessità l’azienda può dotarsi di una mensa aziendale o optare per diverse prestazioni sostitutive come l’indennità sostitutiva di mensa, i buoni basto o la mensa diffusa.

Ma quale opzione sostitutiva è la più conveniente per aziende e dipendenti?

In questo articolo capiremo la normativa mensa aziendale, a chi spetta un’indennità sostitutiva di mensa e la fiscalità dei buoni pasto.

Quando la mensa aziendale è obbligatoria?

La legge italiana prevede, per i dipendenti che hanno una giornata lavorativa di più di 6 ore, il diritto ad una pausa per la consumazione del pranzo (o della cena a seconda di come è organizzato l’orario di lavoro). Inoltre, per le aziende che hanno più di 30 dipendenti vige l’obbligo di dotare i propri uffici di almeno un ambiente a uso refettorio. Cioè degli spazi dedicati con tavoli, sedie, riscaldamento/raffreddamento dove i lavoratori possono consumare il proprio cibo.

Ma il diritto alla pausa pranzo o il diritto a dei locali a uso refettorio non comprendono anche il diritto alla mensa aziendale. Attualmente nel nostro paese infatti non è in essere nessun dovere per le aziende di erogare tale servizio di mensa o prestazioni sostitutive.

Decidere di aiutare i propri dipendenti e migliorare il loro work-life balance (per un approfondimento sul tema clicca qui) fornendo una mensa aziendale interna o dei servizi sostitutivi di mensa è quindi un atto volontario. Questo a meno che il CCNL, o Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, di riferimento non ne specifichi l’obbligatorietà.

Cos’è una prestazione sostitutiva di mensa?

Quando la presenza di una mensa aziendale sia prevista nei CCNL, e quindi sia di fatto obbligatoria, o quando il datore di lavoro vuole mettere i propri dipendenti in condizione di fruire di un servizio per i pasti, che opzioni ha l’azienda?

Prima di tutto l’azienda può prevedere una mensa interna. Cioè un luogo appositamente dedicato alla distribuzione e alla consumazione dei pasti. La mansione può essere gestita dall’azienda stessa o può essere appaltata a società terze specializzate. In alternativa esistono delle soluzioni equiparate alla mensa che la normativa chiama prestazioni sostitutive di mensa. Tra queste troviamo l’indennità sostitutiva di mensa, i buoni pasto e la mensa diffusa.

Tra queste alternative esistono grandi differenze soprattutto dal punto di vista fiscale. Vediamole nel dettaglio per comprendere quale è la più conveniente per aziende e dipendenti.

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Comparazione delle prestazioni sostitutive tra buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa

Mensa aziendale normativa

L’azienda che decide di erogare ai propri dipendenti il servizio di mensa aziendale può o provvedere ad organizzarla internamente o appaltarne la gestione a terzi. In ogni caso comunque la normativa mense aziendali prevede che i costi sostenuti non concorrono alla formazione da reddito dipendente.

Come funziona la mensa diffusa

La mensa diffusa è una prestazione sostitutiva di mensa, cioè rientra in quella categoria di servizi alternativi alla mensa aziendale ma che comunque forniscono ai dipendenti dei pasti durante l’orario lavorativo.

Nello specifico la mensa diffusa prevede l’acquisto e la distribuzione, da parte dell’azienda, di una carta elettronica che permette di consumare i pasti in alcuni esercenti convenzionati (di solito tutti nelle vicinanze del luogo di lavoro). La carta è utilizzabile solo durate alcuni orari e solo nei giorni effettivamente lavorati dal dipendente.

Questa prestazione è assimilata alla mensa più tradizionale anche per quanto riguarda la tassazione. I costi sostenuti dunque non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Cos’è l’indennità sostitutiva di mensa

Anche l’indennità sostitutiva di mensa o solo indennità di mensa è una prestazione sostitutiva. Si tratta di emolumenti inseriti nella busta paga del lavoratore e possono essere corrisposti sia su base giornaliera che mensile. Spesso il datore di lavoro stabilisce un indennizzo su base giornaliera che va moltiplicato per tutti i giorni lavorati dal dipendente. In alternativa il datore può stabilire una somma oraria che andrà moltiplicata per le ore lavorate mensilmente.

Nella maggior parte dei casi questa indennità di mensa è a tutti gli effetti parte della retribuzione base del lavoratore e quindi concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Il bonus mensa è interamente soggetto a tassazione e contribuzione.

Diciamo nella maggior parte dei casi perché esistono delle esenzioni a questo tipo di tassazione indennità mensa. L’indennità sostitutiva di mensa non è soggetta a contribuzione e tassazione quando:

  • Viene erogata a lavoratori dei cantieri edili;
  • A luoghi di lavoro isolati e senza possibilità di raggiungere servizi di ristorazione;
  • I dipendenti lavorano in uffici e strutture temporanee.

In queste situazioni l’indennità sostitutiva di mensa è esente da tasse fino al tetto massimo di 5,29€ al giorno per dipendente.

Come usare i buoni pasto

I buoni pasto o buoni mensa sono un’altra opzione che si presenta alle aziende per quanto riguarda le prestazioni sostitutive di mensa. Sono dei ticket cartacei, elettronici o digitali che i dipendenti possono utilizzare per acquistare pasti pronti o generi alimentari in tutti i negozi convenzionati distribuiti in tutta Italia compresi supermercati, tavole calde, bar e molto altro.

La normativa buoni pasto prevede che siano esenti da tasse entro 4€ per i ticket restaurant cartacei e entro 8€ per i ticket mensa elettronici e digitale. Possono inoltre essere accumulati fino ad un massimo di 8 e usati presso gli esercizi commerciali convenzionati.

Cosa conviene di più: servizio mensa aziendale, buoni pasto mensa, mensa diffusa, indennità sostitutiva mensa o buoni pasto?

Nonostante l’indennità sostitutiva di mensa sia tra le prestazioni più scelte dalle aziende non è la più convenienti perché non è esente da tasse e concorre al reddito dei dipendenti. Altre soluzioni, come i buoni pasto o la mensa diffusa sono ottime per ridurre i costi sul personale ma allo stesso tempo fornire un benefit apprezzato.

Buoni pasto in smart working: cosa bisogna sapere

Buoni pasto in smart working: cosa bisogna sapere

Che dice la normativa sui buoni pasto in smart working

Lo smartworking è una modalità di lavoro sempre più comune nelle aziende. Dopo che la pandemia lo ha reso obbligatorio per motivi di sicurezza, alcune aziende e alcuni lavoratori si sono resi conto dell’enorme potenziale di questo tipo di organizzazione. Ma una modifica nell’ordine prestabilito ha fatto sorgere anche delle domande che riguardano la conciliazione tra benefit aziendali e telelavoro. Tra le questioni più spinose troviamo se i buoni pasto in smart working possono essere comunque erogati.

In questo articolo, oltre a definire i pro e contro per aziende e dipendenti che usufruiscono dello smart work, vedremo cosa dice la normativa sull’erogazione di benefit come i buoni pasto ai telelavoratori.

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Vantaggi e svantaggi dello smart working per imprese e lavoratori

Per quanto riguarda lo smartworking quasi tutti concordano sui suoi benefici. Sia aziende che dipendenti infatti notano che un migliore life-work balance corrisponde ad una maggiore soddisfazione e un incremento della motivazione e della produttività. Tale vantaggio è sia un asset importante per le imprese che fidelizzeranno i propri dipendenti aumentando l’employee retention e riducendo l’assenteismo, sia per i dipendenti che incrementando le proprie performance aumentano le possibilità di fare carriera.

Ma i vantaggi non si esauriscono qui. Il risparmio di tempo e denaro è notevole. In primo luogo per gli spostamenti casa-lavoro (se ti sei perso l’articolo sulle novità riguardanti il mobility manager e il Piano spostamenti casa lavoro clicca qui).

Nonostante ciò, il lavoratore, se non supportato correttamente dall’azienda, può incorrere in un aggravio invece che avere un minor carico di spese. Questo perché aumentano le bollette per wi-fi, luce, gas, acqua; aumentano le spese per dotarsi degli strumenti lavorativi come pc, monitor, sedie ecc. Ma non solo, molti lavoratori non hanno lo spazio nelle loro case per gestire sia la propria vita lavorativa che quella privata. Questo è un problema consistente che le aziende devono prendere in considerazione soprattutto pensando alle fasce dei lavoratori meno abbienti.

Il telelavoro è dunque una risorsa importante per tutti ma necessita di essere ben gestita dall’azienda che deve adottare una prospettiva inclusiva. Un modo per farlo è l’erogazione dei buoni pasto. Vediamo dunque la normativa che regola i buoni pasto e smart working.

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Buoni pasto smart working: sono compatibili?

Il ticket restaurant, cioè il buono pasto, è una misura a sostegno dei lavoratori. Permette agli stessi di poter acquistare pasti pronti e generi alimentari in tutti i negozi convenzionati tra cui ristoranti, bar, tavole calde, supermercati, ortofrutta e molto altro.

Prima della pandemia, quando lo smartworking non era ancora una prassi per la maggior parte delle aziende, la normativa buoni pasto prevedeva per il lavoratore un buono solo per ogni giorno lavorato. Questo perché i ticket buoni pasto sono un aiuto al work-life balance e quindi possono essere corrisposti solo nei giorni effettivamente lavorati. Ma quindi i buoni pasto durante lo smart working sono erogabili?

L’entrata in vigore del telelavoro da casa ha messo in dubbio la necessità del buono pasto. Questo perché si pensa che il lavoratore da casa abbia tempi organizzativi più liberi. Ciò però non esattamente vero. Infatti lo smart working, nella maggior parte dei casi, prevede che il dipendente segua comunque l’orario lavorativo prestabilito e quindi abbia gli stessi vincoli di quando il lavoro viene svolto in ufficio.

L’Agenzia delle Entrate ha, seguendo questo principio, deliberato (rispondendo all’istanza di interpello n.123/2021) che il buono pasto va erogato anche a chi fa smart work. Questo ovviamente se non esistono altre disposizioni che non lo consentono.

La chiarificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate buoni pasto lavoro agile è fondamentale perché in questo modo le aziende hanno una direzione sicura da prendere in materia di benefit. Inoltre così non si è andati incontro al paradosso che vede il lavoratore percepire il buono pasto solo quando è in ufficio e non negli altri giorni. Tale situazione avrebbe disincentivato lo smart working mentre questa soluzione è assolutamente vantaggiosa sia per dipendenti che per le aziende.

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A chi non spetta il buono pasto

Conseguentemente alle disposizioni normative che confermano smart working buoni pasto, vediamo invece che i ticket restaurant non possono essere corrisposti quando non sussiste la giornata lavorativa. In questo senso i lavoratori in ferie, in malattia o che hanno preso un permesso non hanno diritto al buono pasto. A questa lista si aggiungono i lavoratori in aspettativa, in cassa integrazione o che scioperano.

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Acquisto buoni pasto 2022 quale scegliere

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Acquisto Buoni Pasto Elettronici: quale fornitore scegliere per risparmiare di più

I buoni pasto sono una soluzione defiscalizzata che i datori di lavoro e i liberi professionisti possono erogare per migliorare la qualità della pausa pranzo dei propri dipendenti e la loro. Ad oggi tali voucher sono decisamente più convenienti di un compenso in busta paga e infatti sono tra i benefit più richiesti. Ma come fare un acquisto buoni pasto semplice e veloce? Quale fornitore perfetto un maggiore risparmio?

In questo articolo parleremo di questo e discuteremo della normativa buoni pasto 2022. Continua a leggere per saperne di più.

Se invece hai bisogno di un preventivo rapido da parte di uno o più fornitori di buoni pasto clicca qui e contattaci.

Come funzionano i buoni pasto

I tickets restaurant sono dei voucher che fungono da servizio sostitutivo di mensa. Chi li riceve può acquistare nei supermercati e nei negozi convenzionati generi alimentari e pasti pronti. Questo benefit aiuta nel bilanciamento del life-work balance perché così i lavoratori avranno più tempo da dedicare alla famiglia e al tempo libero.

Dal lato aziendale i ticket restaurant sono molto convenienti sia da un punto di vista fiscale (per maggiori informazioni leggi qui) che da un punto di vista di implementazione di politiche di marketing. Tra queste troviamo politiche di fidelizzazione, di employee retention e employer branding.

Quali tipi di ticket pasto esistono?

Dei buoni pasto esistono diverse versioni che possono essere richieste a seconda delle necessità dell’azienda e dei dipendenti. Notiamo che esistono tre principali versioni di buoni che si possono acquistare:

Buoni pasti cartacei: si presentano come un carnet contenente dei voucher di carta da strappare. Di solito quando si fa un acquisto buoni pasto cartacei l’azienda riceve direttamente negli uffici i carnet per i dipendenti.

Buoni pasti elettronici: in questo caso l’azienda ordina per i propri dipendenti o collaboratori delle carte con microchip che possono essere ricaricate ogni mese con il corrisposto dovuto. Quando di procede con un acquisto buoni pasto elettronici l’azienda riceverà negli uffici il pacchetto con le carte nominate per ogni dipendente.

Buoni pasti digitali: con la transizione digitale in atto questa versione è totalmente smaterializzata. Si tratta infatti per le aziende di ricaricare una carta virtuale che si trova nell’app apposita che ogni fornitore ha.

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Acquisto Buoni Pasto: Normativa buoni pasto 2022

Per quanto concerne la deducibilità dei buoni pasto, salvo altri interventi nella legge di bilancio 2022, questa resta a 8 euro al giorno per dipendente per i buoni pasto elettronici e digitali e 4 euro al giorno per dipendente per i buoni pasto cartacei.

In questo modo comprare i buoni pasto per la propria forza lavoro o per se stessi nel caso dei liberi professionisti, significa avere un’integrazione al reddito di circa 1760 euro per la versione elettronica e di 880 euro per la versione cartacea.

Per sapere più nel dettaglio la normativa sui buoni pasto e avere il parere di un commercialista leggi qui.

I migliori fornitori di buoni pasto elettronici e cartacei

Le aziende e i possessori di partita IVA a regime ordinario possono scegliere tra vari fornitori di ticket pasto elettronici e cartacei. Ma con quale buoni pasto si risparmia di più? Quali sono più adatti al proprio business? Scopriamo adesso tre tra i migliori fornitori di buoni pasto, e i ticket restaurant supermercarti convenzionati.

Ticket restaurant elettronici Edenred: gli edenred ticket sono i buoni erogati da Edenred per aziende, imprese e p.IVA. Chi li riceve ha un potere d’acquisto elevato perché la loro spendibilità è impareggiabile. Edenred ticket dove spenderli? I tickets restaurant sono accettati in oltre 27.000 esercenti convenzionati sparsi capillarmente su tutto il territorio italiano.
Up Day Buoni Pasto: I Buoni Pasto day sono invece i voucher distribuiti dall’azienda Up Day. Anche questi buoni pasti sono accettati in moltissimi supermercati, bar, negozi ecc. Day propone due versioni: il buono pasto elettronico flex (chi li riceve può acquistare generi alimentari e pasti pronti. Inoltre la buoni pasto normativa prevede per questi ticket siano esentasse fino a 8 euro al giorno per dipendente) e il buono pasto elettronico economy (tali tickets non sono soggetti a limiti di esenzione e sono considerabili come una soluzione di mensa diffusa).
Yes Ticket Buoni Pasto: Yes Ticket, azienda relativamente nuova nel settore dei servizi per aziende (come welfare, buoni acquisto, buoni pasto ecc) propone i Buoni Pasto Yes Ticket Elettronici. Tali buoni godono di molti vantaggi personalizzabili e sono sicuri in caso di furto o di perdita. Yes Ticket ha anche una comoda app da cui gestire i pagamenti, il saldo e molto altro.

Come acquistare buoni pasto per dipendenti e collaboratori in modo semplice e veloce?

Stai valutando un acquisto buoni pasto aziendali per il tuo business ma non sai da dove iniziare? Prima di tutto l’azienda o il libero professionista dovrà scegliere la versione (cartacea, digitale o elettronica) che preferisce e che più si adatta al proprio business.

Fatta questa scelta è tempo di ricevere i preventivi gratuiti. Cliccando qui e compilando il form sarà possibile non solo avere una consulenza su quali sono i migliori buoni pasto ma anche ricevere tutti i preventivi da ogni fornitore. In questo modo il possessore di partita IVA o il titolare di un’impresa potrà confrontare e scegliere in libertà la soluzione più conveniente.