Buoni pasto 2026: cosa cambia con la nuova Legge di Bilancio?

buoni pasto 2026

Con la nuova Legge di Bilancio, i buoni pasto nel 2026 subiscono alcune modifiche che contribuiscono a sostenere il potere di acquisto dei lavoratori. Continua a leggere per scoprire di più.

La Legge di Bilancio 2026 porta con sé importanti novità per il welfare aziendale, con modifiche significative anche per i buoni pasto, un beneficio molto apprezzato dai dipendenti e utilizzato da molte aziende.

Tuttavia, se da un lato ci sono delle novità, dall’altro alcuni aspetti restano invariati. Quali? In questo articolo esploreremo le principali modifiche, rispondendo a domande frequenti sulle regole di utilizzo e sulle opportunità che la manovra 2026 offre alle aziende e ai loro dipendenti.

Buoni pasto 2026: cosa cambia per il formato elettronico

La principale novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda l’aumento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici, che sale fino a 10 euro al giorno. Un intervento che rafforza il ruolo di questo strumento come leva concreta di welfare aziendale.

In pratica, dall’anno in corso, i buoni pasto in formato elettronico possono essere riconosciuti ai dipendenti fino a 10 euro per ogni giornata lavorativa senza concorrere alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Questo significa nessuna tassazione per il lavoratore e piena deducibilità per l’azienda, rendendo i buoni pasto una delle soluzioni più efficienti anche dal punto di vista fiscale.

L’aumento dei buoni pasto nel 2026 rappresenta quindi un’opportunità strategica per le imprese: consente di sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti, in un contesto di aumento del costo della vita, senza incrementare il costo del lavoro.

Buoni pasto 2026: cosa non cambia?

Accanto alle novità introdotte per il formato elettronico, la Legge di Bilancio 2026 non prevede invece modifiche per quanto riguarda i buoni pasto cartacei. La manovra 2026 conferma quindi il quadro normativo già in vigore, senza aumenti delle soglie di esenzione fiscale.

Nel dettaglio, i buoni pasto cartacei restano esenti da tassazione fino a 4 euro al giorno, oltre i quali il valore concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Un limite che rende evidente la differenza rispetto ai benefit elettronici, sempre più favoriti dalla normativa anche per ragioni di tracciabilità e semplificazione gestionale.

In questo senso, la finanziaria 2026 sui buoni pasto si inserisce in un percorso già avviato negli ultimi anni, orientato a incentivare soluzioni più efficienti sia dal punto di vista fiscale sia operativo.

Dove possono essere usati i buoni pasto nel 2026?

Anche sul tema delle modalità di utilizzo, la manovra 2026 non introduce modifiche rispetto al quadro normativo già in vigore. La Legge di Bilancio non interviene infatti sui luoghi o sulle tipologie di esercizi presso cui è possibile spendere i buoni pasto, confermando le regole attuali.

Il riferimento resta il regolamento sui servizi sostitutivi di mensa, che stabilisce che i buoni pasto possono essere utilizzati non solo presso bar e ristoranti, ma anche in una rete più ampia di esercizi legittimati, tra cui:

  • Pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande;
  • Mense aziendali o interaziendali;
  • Esercizi di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, inclusi supermercati e punti vendita della GDO, sia in sede fissa sia su area pubblica;
  • Altre fattispecie previste dalla normativa, come agriturismi, ittiturismi e vendita diretta nei locali di produzione.

 

In questo senso, la finanziaria 2026 sui buoni pasto conferma un impianto ormai consolidato, che riconosce al buono pasto una funzione sempre più flessibile, capace di adattarsi alle diverse abitudini di consumo dei lavoratori, senza introdurre restrizioni o ampliamenti specifici sull’ambito di utilizzo.

Le regole di utilizzo dei buoni pasto nel 2026

Per quest’anno anche le regole di utilizzo dei buoni pasto restano invariate e continuano a essere disciplinate dal Decreto Ministeriale 7 giugno 2017, n. 122, riferimento normativo per i servizi sostitutivi di mensa.

In base alla normativa vigente, i buoni pasto:

  • sono utilizzabili esclusivamente dal titolare;
  • non sono cedibili a terzi;
  • non possono essere convertiti in denaro;
  • sono cumulabili fino a un massimo di 8 buoni per singola transazione;
  • devono essere utilizzati per l’intero valore facciale, senza possibilità di resto.

 

Queste regole si applicano sia ai buoni pasto elettronici sia a quelli cartacei e hanno l’obiettivo di garantire un utilizzo corretto e coerente del beneficio, preservandone la natura di strumento di welfare aziendale e di servizio sostitutivo di mensa. Per aziende e lavoratori, il 2026 si conferma quindi all’insegna della continuità, con regole chiare e ormai ben consolidate.

Buoni pasto 2026: scegli il meglio con Top Partners

Alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sui buoni pasto e di un quadro normativo che, per molti aspetti, resta stabile, diventa ancora più importante per le aziende scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Con Top Partners, questo processo diventa più semplice ed efficace. La piattaforma permette infatti alle aziende di entrare in contatto e confrontare direttamente diversi fornitori di buoni pasto, offrendo una panoramica completa delle principali soluzioni disponibili sul mercato. In questo modo, ogni impresa può individuare il partner più coerente con la propria struttura, il numero di dipendenti e le proprie politiche di welfare.

Tra i fornitori presenti rientrano:

  • Edenred, con i Ticket Restaurant accettati in oltre 300.000 esercizi convenzionati tra bar, ristoranti, supermercati e servizi di food delivery;
  • Day, che offre buoni pasto utilizzabili tramite card e app in oltre 150.000 esercizi fisici e online, con un modello orientato anche a sostenibilità e impatto sociale;
  • Satispay, soluzione completamente digitale e dematerializzata, utilizzabile in più di 200.000 punti vendita fisici e online;
  • Pellegrini, unico operatore che consente l’utilizzo dei buoni pasto anche tramite POS bancario, combinando semplicità operativa e ampia rete convenzionata;
  • Pluxee, con buoni pasto digitali e virtuali, pensati per una gestione flessibile e senza vincoli, utilizzabili in migliaia di locali in tutta Italia.

 

Grazie a questo ecosistema di partner, Top Partners aiuta le aziende a trasformare i buoni pasto legge di bilancio 2026 in una scelta realmente strategica, costruita su misura e capace di generare valore duraturo per l’organizzazione e per le persone.

Vuoi ricevere una consulenza gratuita e senza impegno?

Compilando il form sarai gentilmente ricontattato da una nostra operatrice entro 48H.