Come funzionano i buoni pasto elettronici e cartacei e quali sono i vantaggi per imprese e liberi professionisti? Scopriamolo nell’articolo.
I buoni pasto rappresentano una delle soluzioni più apprezzate da aziende e liberi professionisti, perché in grado di offrire vantaggi concreti e fiscali. Per le imprese, questo strumento consente di ottenere risparmi significativi, mentre i dipendenti e i professionisti autonomi possono godere di benefici economici senza costi aggiuntivi.
Che si tratti di buoni pasto elettronici, cartacei o digitali, quindi, l’adozione di questo strumento apre numerose opportunità per ottimizzare le risorse aziendali e migliorare il benessere dei lavoratori.
In questo articolo, analizzeremo come funzionano i buoni pasto e quali sono i principali vantaggi fiscali per chi li emette e per chi li riceve.
Cosa sono i buoni pasto e qual è la differenza tra quelli elettronici, cartacei e digitali?
I buoni pasto sono strumenti di pagamento, disponibili in formato cartaceo, elettronico o digitale, con un valore nominale prestabilito, utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari. Questi benefit, offerti da aziende pubbliche e private, rappresentano una valida alternativa alla mensa aziendale e sono disciplinati da normative specifiche che ne incentivano l’adozione.
Nel caso dei buoni pasto cartacei, questi si presentano come voucher in formato cartaceo, solitamente distribuiti in carnet. Ogni volta che l’utilizzatore ha bisogno di un buono, lo estrae dal carnet e lo consegna agli esercenti convenzionati, i quali successivamente richiederanno il rimborso alle società emittenti.
I buoni pasto elettronici, invece, sono simili a carte prepagate, su cui l’azienda carica l’importo da spendere. Il dipendente può utilizzarli nei supermercati o presso gli esercenti convenzionati, tramite POS abilitati.
Infine, i buoni pasto digitali seguono la stessa normativa dei buoni elettronici, ma sono completamente dematerializzati. L’utilizzatore può gestirli tramite un’app mobile, dove è possibile monitorare transazioni e saldi in modo rapido e pratico.
Chi può richiedere i buoni pasto?
Secondo il Decreto Ministeriale 7 giugno 2017, n.122, i datori di lavoro possono assegnare i buoni pasto a tutti i dipendenti o a categorie omogenee di lavoratori, indipendentemente dal loro contratto (full time, part-time, a tempo determinato o indeterminato), inclusi coloro che lavorano in presenza o in smart working.
In base al regime agevolativo, i buoni pasto non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente o assimilato fino a un importo massimo giornaliero di 4 euro per il formato cartaceo, che può salire fino a 8 euro per i buoni resi in forma digitale. Questa agevolazione si applica quando i buoni sono destinati alla generalità dei lavoratori o a categorie omogenee, come specificato nella Circolare Ministeriale n. 326/E/1997.
I buoni pasto possono essere richiesti anche da titolari di partita IVA individuale in regime ordinario, lavoratori autonomi senza dipendenti (sempre in regime ordinario) e liberi professionisti con dipendenti. Un aspetto fondamentale è che l’utilizzo dei buoni pasto deve essere strettamente legato all’attività professionale, come ad esempio la necessità di consumare pasti durante l’orario lavorativo.
Inoltre, i buoni pasto possono essere erogati anche per tirocinanti e stagisti, in quanto, pur non avendo un contratto di lavoro vero e proprio, sono comunque soggetti a un rapporto che consente all’impresa di fruire degli sgravi fiscali previsti.
Infine, è importante notare che la normativa stabilisce che i buoni pasto possano essere corrisposti durante la maternità e la paternità obbligatoria, solo se previsti da accordi sindacali o aziendali. Chi usufruisce del congedo parentale facoltativo, delle ferie o dei permessi non ha diritto ai buoni pasto per quei giorni.
Buoni pasto: quali sono i vantaggi?
Nel paragrafo precedente abbiamo visto come i buoni pasto rappresentino una soluzione vantaggiosa per le imprese e i liberi professionisti, offrendo benefici fiscali e pratici. Ora, però, vediamo nello specifico quali sono questi benefici.
Iniziamo esaminando i vantaggi che le imprese ottengono quando attribuiscono buoni pasto ai propri dipendenti, indipendentemente dal tipo. La prima considerazione riguarda la riduzione dei costi del personale: i buoni pasto, infatti, sono deducibili al 100% e l’IVA al 4% è interamente detraibile, permettendo alle aziende di risparmiare sulle tasse. Inoltre, l’acquisto di questi benefit consente di dimostrare un concreto impegno verso il benessere dei dipendenti, incentivando scelte alimentari più sane e consapevoli.
Dal lato dei dipendenti, invece, usufruire dei buoni pasto porta vantaggi significativi in diversi ambiti:
- Aumento della soddisfazione e motivazione, con un ritorno positivo in termini di employer branding e retention dei talenti.
- Maggiore flessibilità oraria per la pausa pranzo.
- Ampia scelta su dove spendere i buoni pasto, che possono essere utilizzati in una varietà di esercizi convenzionati.
Anche per i lavoratori autonomi, i buoni pasto si rivelano una soluzione vantaggiosa. Nonostante la normativa preveda una tassazione differente (l’IVA al 10% e una deducibilità al 75%), i benefici sono comunque numerosi:
- Gestione semplificata delle spese quotidiane, grazie a uno strumento unico, tracciabile e pratico, per coprire i pasti durante l’attività lavorativa.
- Ampia rete di utilizzo, valida in migliaia di ristoranti, bar, supermercati, food delivery ed e-commerce in tutta Italia.
- Formato digitale e paperless, che consente di integrare i buoni con le principali app di pagamento, ideale per chi lavora in mobilità.
- Controllo e pianificazione, facilitando la separazione delle spese professionali da quelle personali e migliorando la gestione finanziaria.
- Accesso a benefit aziendali anche per i freelance, offrendo una leva in più per chi vuole migliorare la qualità del proprio lavoro, anche senza far parte di una struttura aziendale.
E se i buoni pasto scadano?
I buoni pasto, sia elettronici che cartacei, hanno una scadenza. I buoni emessi da gennaio a agosto sono validi fino al 31 dicembre dello stesso anno, mentre quelli emessi da settembre a dicembre restano validi fino al 31 dicembre dell’anno successivo.
Ma come procedere se i buoni pasto scadono? È importante sapere che il lavoratore deve utilizzarli prima della data di scadenza (riportata sul buono o nell’app), e non c’è garanzia di rimborso. Tuttavia, se non è possibile utilizzarli entro la scadenza, è possibile rivolgersi all’ufficio personale o acquisti per avviare la procedura di rimborso. I buoni pasto cartacei non devono essere danneggiati, mentre per quelli elettronici è essenziale che la tracciabilità sia mantenuta.
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In Top Partners, ti mettiamo in contatto con alcuni dei fornitori più conosciuti e affidabili di buoni pasto, per aiutarti a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze aziendali o professionali. Offriamo una panoramica delle opzioni disponibili sul mercato, con l’obiettivo di rendere più semplice e vantaggioso il processo di gestione dei pasti, sia per le imprese che per i liberi professionisti.
Ecco alcuni dei principali fornitori con cui collaboriamo:
- Edenred: noto per i suoi Ticket Restaurant®, completamente deducibili e accettati in oltre 150.000 esercizi convenzionati, tra cui bar, ristoranti, supermercati e servizi di food delivery. Edenred è una delle scelte più popolari per la sua vasta rete di accettazione.
- 360 Welfare: offre una soluzione conveniente con una sola carta che permette di utilizzare i buoni pasto su due circuiti, Yes!Ticket e BluBe, garantendo una copertura ampia e una gestione pratica per i dipendenti e i liberi professionisti.
- Satispay: propone una soluzione totalmente digitale per i buoni pasto, ideale per chi cerca un beneficio moderno, ecosostenibile e facile da usare. Con Satispay, i buoni pasto sono completamente dematerializzati e utilizzabili presso la rete di spendibilità per il welfare aziendale più estesa d’Italia, con oltre 200.000 punti vendita fisici e online.
- Pellegrini: l’unico fornitore in Italia di buoni pasto che possono essere spesi tramite POS bancario, offrendo un sistema di fruizione innovativo che combina la praticità della carta con la possibilità di pagare in un’ampia rete di esercizi convenzionati.
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